Massimo Cotto e Piero Sidoti a Mira: la canzone fra Genova e Parigi

Comune di Mira, Assessorato alla Cultura e Biblioteche Comunali
Caligola Circolo Culturale

SONGWRITING 2019
canzoni e narrarioni

Sabato 16 novembre
COL TEMPO, SAI / AVEC LE TEMPS
la canzone fra Genova e Parigi
dedicato a Gianmaria Testa
di e con Massimo Cotto e con Piero Sidoti
coordinamento di Paola Farinetti
Massimo Cotto (voce recitante), Piero Sidoti (voce, chitarra)

MIRA (VE), Teatro Villa dei Leoni, Riviera S.Trentin
inizio spettacolo ore 21:00; apertura porte ore 20:15
biglietto unico numerato: € 8; biglietti in vendita presso il teatro da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo
prevendita online su Vivaticket ;  informazioni: tel. 041.5628354 – 335.6101053,
info@teatrovilladeileonimira.it, cultura@comune.mira.ve.it, info@caligola.it

Ci sono città che hanno mille luci ed altre che hanno solo una lanterna, ma le cui musiche si muovono sui medesimi binari, quelli della canzone d’autore. Parigi e Genova sono “una stella nella sera” e “un’idea come un’altra”, solo più bella e con tutte le note del mondo. «Col tempo, sai» (Avec le temps) rilegge, tra musiche e parole, le pagine più belle della chanson e della scuola genovese, attraverso le interpretazioni del cantautore Piero Sidoti (vincitore del premio Tenco 2010 per la migliore opera prima) ed i racconti di Massimo Cotto, scrittore, giornalista e noto dj di Virgin Radio, ma dietro ci sono anche il pensiero, la musica e la sensibilità di Gianmaria Testa.
Questo non è un reading come un altro, perché c’è dietro una storia di dolore ma anche d’amore. Avevano lavorato a questa idea Cotto, il pianista Roberto Cipelli e lo stesso Testa, prima di ammalarsi. Tutto naturalmente venne accantonato dopo la morte del cantautore. Il lavoro è stato ripreso anni dopo da Paola Farinetti, che ha coinvolto, oltreché Massimo Cotto, Piero Sidoti – che di Gianmaria è stato amico discreto e sincero – per la parte musicale. Ne è venuta fuori un’altra “cosa” naturalmente: non uno spettacolo teatrale finito ma un reading semplice, che incuriosisce ed emoziona, anche perché racconta di un’epoca davvero speciale della musica.
Nello spettacolo scorrono le immagini in bianco e nero della rive gauche esistenzialista di Saint Germain–des–Pres e del leggendario Tabou, di Juliette Greco che si abbronzava alla luna e di Edit Piaf che cantava come “centodiecimila uccelli dall’ugola insanguinata”, come disse una volta Leo Ferrè, il maledetto che abitava altre latitudini… La rive gauche del grande Georges Brassens e dell’immenso Jacques Brel, belga innamorato di Parigi che andò a morire alle isole Marchesi, dove “per assenza di vento, il tempo s’immobilizza, e si parla della morte come tu parli di un frutto”; di quel Serge Gainsbourg “morto per aver bevuto troppe sigarette”, come scrisse Libération, e di quel Boris Vian che fondeva jazz e letteratura e immortalava la figura del disertore nella canzone francese.
E poi, le canzoni che indossavano dolcevita neri e occhiali dalla montatura spessa, quelle scritte da Umberto Bindi, Luigi Tenco e Gino Paoli, attorniati da quattro amici al bar e immersi in un mondo da cambiare. E poi, Faber e tutti gli altri, che hanno cantato Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna, e la Parigi che non smette di brillare anche quando si addormenta.
Uno spettacolo per (ri)scoprire chi erano e ricordarci chi siamo.

prossimo appuntamento della rassegna

Sabato 23 novembre
ALBERI
canto per uomini, foglie e radici
di e con Erica Boschiero e Vasco Mirandola
Vasco Mirandola (voce nattante, glockenspiel, percussioni)
Erica Boschiero (voce, chitarra), Enrico Milani (violoncello)

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