Omaggio a Ovidio in parole e musica: Nicola Gardini e Carlo Fava a Villa dei Leoni

MIRA 150° (1868–2018) – Regione del Veneto – Arteven
Comune di Mira – Assessorato alla Cultura – Biblioteche Comunali
in collaborazione con Caligola

SONGWRITING
canzoni e narrazioni

venerdì 7 dicembre 2018, inizio ore 21:00
CARLO FAVA e NICOLA GARDINI
Il canto delle metamorfosi
Carlo Fava (voce, pianoforte), Nicola Gardini (voce recitante)

MIRA (VE), Teatro Villa dei Leoni, Riviera Silvio Trentin 5 – biglietto unico € 8
Biglietti in vendita presso la biglietteria a partire da un’ora prima dello spettacolo
Prevendita on line su https://www.arteven.it e https://www.vivaticket.it. Informazioni Tel. 041.4266545 – 334.1104633 – 041.5628350; info@teatrovilladeileonimira.it – cultura@comune.mira.ve.it – info@caligola.it

“Il canto delle metamorfosi” è un omaggio a Ovidio, uno dei maggiori poeti di tutti i tempi, morto duemila anni fa al termine di una vita di gloria, esule sulle coste del Mar Nero per decisione dell’imperatore Augusto. Nicola Gardini, che di recente ha pubblicato per Garzanti il saggio «Con Ovidio», racconta la potenza e bellezza del suo maggior poema, «Le metamorfosi», e Carlo Fava interviene con canzoni che riflettono sui grandi temi ovidiani: l’instabilità delle forme, la magia della parola e l’amore. Parte di queste canzoni sono tratte dal suo recente disco doppio «Il maestro non c’è», che include anche due testi di Gardini (La legge della lode e La sera). Saranno eseguite per l’occasione anche due canzoni inedite, scritte da Gardini e musicate da Fava, ispirate agli episodi di Pigmalione e di Orfeo.
Lo scrittore ed il cantautore, con questa collaborazione, vogliono mettere in evidenza lo stretto rapporto che da sempre unisce canto e poesia, e indicare in Ovidio un esempio eccellente di questo legame. Il latino usa una sola parola per indicare il canto e la poesia, carmen. Ovidio ci ha fatto sapere che il suo esilio fu causato da un carmen. Tornare a lui significa riscoprire un momento fondativo della nostra cultura e della nostra vita interiore, riconoscendo il potere sovversivo e libertario della parola, che trionfa magicamente su ogni repressione politica e ogni esilio.

NICOLA GARDINI è saggista, poeta, romanziere e traduttore di poesie dall’inglese (W.H. Auden, Ted Hughes, Emily Dickinson, tra gli altri) e dal latino (Ovidio e Catullo). Il suo romanzo «Le parole perdute di Amelia Lynd» (Feltrinelli, 2012) – che ha vinto i premi Viareggio e Zerilli–Marimò nel 2013 – è stato tradotto da Michael Moore e pubblicato in America da New Directions nel 2016. Il suo saggio «Viva il latino» (Garzanti, 2016) è diventato un caso letterario, stimolando dibattiti sul senso degli studi classici in Italia e all’estero. Il libro successivo, «Con Ovidio. La felicità di leggere un classico» (Garzanti, 2017), è una ricostruzione dell’immaginario ovidiano e una riflessione sull’importanza dei classici. Il suo lavoro più recente, «Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo», è un avventuroso viaggio nella storia di concetti, etimologie e metafore che dal latino si sono diffuse nelle principali lingue europee ed ancora continuano ad agire. Nicola Gardini è docente di Letteratura Italiana e Comparata presso l’Università di Oxford.

CARLO FAVA
è tra i più importanti e stimati rappresentanti della canzone d’autore e del teatro canzone alla Gaber. Ha collaborato con Mina, Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Diego Abatantuono, e molti altri. Con Claudio Sanfilippo e Folco Orselli ha fondato “Scuola milanese”, rassegna sulla canzone d’autore che si è tenuta alla Salumeria della Musica, noto locale meneghino, tra il 2014 ed il 2016. Il brano L’uomo flessibile è stata la sigla della trasmissione televisiva “Okkupati” di Rai 3. Nel 2006 Fava ha partecipato al festival di Sanremo insieme alla celebre cantante israeliana Noa, ottenendo il premio speciale della critica con il brano Un discorso in generale. Il suo ultimo lavoro è un disco doppio, «Il maestro non c’è», pubblicato nel 2017.

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