Il "dopo Bad Plus" del pianoforte di Ethan Iverson

CANDIANI GROOVE 2018

ETHAN IVERSON TRIO
“Something New”
Ethan Iverson (pianoforte)
Joe Sanders (contrabbasso)
Jorge Rossy (batteria)

giovedì 15 marzo, ore 21.00
Mestre (Ve), auditorium Centro Culturale Candiani
Piazzale L.Candiani 7, 4° piano (info e biglietteria, tel. 041.2386126)

ingresso unico : intero 10 euro, ridotto 7 euro
(riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, soci Caligola, studenti)
ridotto speciale per giovani fino a 29 anni (posti limitati) 3 euro

Ethan Iverson, classe 1973, è noto agli appassionati per aver fatto parte dal 2000 a tutto il 2016 dei Bad Plus, gruppo che ha avuto il grande merito di rinnovare, mescolando avanguardia e pop, il linguaggio del trio “piano–basso–batteria”, una delle formazioni più frequentate nel jazz moderno. Un legame, il loro, che sembrava indissolubile e che invece, a sorpresa, Iverson ha reciso nel 2017, venendo sostituito da Orrin Evans. Qualcosa si era già intuito nel 2016, dopo l’uscita di un album quasi interamente formato da standard, con cui sembra voler riallacciare un più stretto rapporto con la tradizione, «The purity of the turf», registrato in trio con il leggendario contrabbassista Ron Carter ed il talentuoso batterista Nasheet Waits. Ora, ad un anno dal divorzio con i Bad Plus, il pianista del Wisconsin si ripresenta al pubblico europeo con un nuovo trio, dov’è affiancato dal giovane Joe Sanders, contrabbasso, e dall’esperto batterista catalano Jorge Rossy, musicista completo e raffinato – suona molto bene anche il vibrafono – diventato celebre per la lunga collaborazione con Brad Mehldau.

 

Riportiamo, di seguito, un breve estratto di una lunga intervista rilasciata l’anno scorso da Ethan Iverson al critico americano Matthew Kassel, conversazione pubblicata integralmente dalla rivista Down Beat nel luglio 2017.

Devo dirti che non sono poi rimasto così sorpreso dal tuo abbandono dei Bad Plus: quando lo hai deciso esattamente?
E’ stato subito dopo la vittoria di Donald Trump… E’ come se fosse cominciato una sorta di conto alla rovescia di un orologio atomico: bisognava decidere in fretta e sciogliere tutti i dubbi che mi portavo dietro da un po’ di tempo. 17 anni di musica insieme sono davvero tanti per un gruppo, e nelle ultime interviste, se qualcuno mi chiedeva cosa avessimo di nuovo ancora da raccontare, cominciavo ad avere qualche dubbio ed a farmi qualche domanda.. Di fatto negli ultimi tempi, dopo oltre cento concerti fatti con i Bad Plus, ci siamo un po’ alla volta mi sono reso conto che la mia visione musicale differiva da quella di Dave (King) e Reid (Anderson). E’ stato però davvero tutto molto naturale. Nessun litigio, nessuna precisa causa scatenante. Sentivo sempre di più l’esigenza di esprimermi con la mia musica, e non con quella del gruppo. Desideravo fortemente approfondire la mia conoscenza della musica classica europea e della tradizione jazzistica.

Quali sono i musicisti che oggi ti ispirano maggiormente?
Negli ultimi anni passati con i Bad Plus ho iniziato ad approfondire e ad ammirare pianisti come Hampton Hawes, Sonny Clark o Hank Jones. Ed ho scoperto che mi piaceva molto suonare, oltre che con Reid e Dave, anche con Mark Turner, Ben Street e Billy Hart. Quest’ultimo in particolare è stato per me molto importante, non solo un grande batterista, ma una sorta di guru; mi ha influenzato moltissimo. Ho intervistato molti musicisti più vecchi di me, protagonisti del jazz del secondo dopoguerra: fra gli altri Charlie Haden, Gunther Schuller, e soprattutto Cedar Walton, pianista a mio parere decisamente sottovalutato. Scoprivo che mi interessavano sempre di più i grandi maestri del passato. Penso che prima o poi pubblicherò queste conversazioni in un libro.

Un libro sulla storia del jazz?
No, assolutamente. Ho solo voglia di comunicare il mio punto di vista sul jazz, di dire, attraverso queste interviste, o le mie analisi musicali, quale tipo di musica io ritengo importante e cercare di spiegarne soprattutto le ragioni. Per adesso ho solo scritto due capitoli. Ora faccio meno tournée con i Bad Plus, e quindi avrò certamente più tempo …

Quali sono i tuoi progetti per il “dopo Bad Plus”?
Innanzitutto voglio formare un nuovo trio con Joe Sanders e Jorge Rossy, che dovrebbe iniziare a lavorare stabilmente dal 2018. Con questo gruppo sarò molto più coinvolto anche come compositore: nei Bad Plus eravamo invece tutti e tre strumentisti–compositori. Sto inoltre scrivendo un concerto per l’American Composers Orchestra (concerto per piano e big band). Ho inoltre già composto un bel po’ di nuovi brani che vorrei suonare in duo con il sassofonista Mark Turner.

Cosa pensi del nuovo pianista dei Bad Plus?
Conosco molto bene Orrin Evans, è davvero un gran pianista, molto personale. Se Reid e Dave mi avessero sostituito con un giovane virtuoso bravo solo a riproporre i miei fraseggi ed accordi sarei stato forse un po’ geloso, ma quando ho saputo che avevano scelto Orrin mi sono sentito meno in colpa, e felicissimo per la scelta effettuata dai miei amici. Orrin Evans è un pianista davvero perfetto per la musica dei Bad Plus.

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