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MACIEK PYSZ

& DANIELE DI BONAVENTURA

«Coming Home»

Caligola 2232

notizie aggiuntive

Maciek Pysz (acoustic and electric guitar), Daniele di Bonaventura (piano, bandoneon).

1) Lights (M.Pysz); 2) Blue tango (M.Pysz); 3) Nadir (D.di Bonaventura);
4) Streets (M.Pysz); 5) Intro (Pysz/di Bonaventura); 6) Tango (D.di Bonaventura);
7) Paquito (D.di Bonaventura); 8) Tree (M.Pysz); 9) I gazzillori (D.di Bonaventura);
10) More & more (M.Pysz); 11) Coming home (M.Pysz).

Recorded, mixed and mastered on 11th, 12th and 13th May 2017,
at Artesuono Recording Studios, Cavalicco (Udine), by Stefano Amerio.

«Coming home» è il quarto album da leader del musicista polacco Maciek Pysz, classe 1982, che fa seguito, nell’ordine, a «Insight» (2013), in trio con Yuri Goloubev e Asaf Sirkis, «A journey» (2015), dove il trio diventa quartetto grazie all’innesto di Daniele di Bonaventura, ed al più recente «London stories», realizzato in duo con il chitarrista Gianluca Corona. Pysz predilige le chitarre acustiche, con cui ha ormai maturato uno stile estremamente personale, lirico e scorrevole,  che gli consente di affrontare con grande fluidità e  naturalezza anche i passaggi più difficili.
Trasferitosi poco più che ventenne a Londra, dove si è presto messo in luce per la rara facilità nel riuscire ad unire virtuosismo strumentale e fantasia melodica, il chitarrista polacco si è già esibito in molti importanti festival (nel 2013 e nel 2017 anche in quello, assai prestigioso, di Londra).  Musicista sensibile e raffinato, oltre che pregevole compositore, ha quindi avuto occasione di rincontrare Daniele di Bonaventura, costituendo con lui un duo che, dopo una serie di concerti in Italia e Polonia, ma soprattutto dopo questa riuscita incisione, realizzata da Stefano Amerio, ha tutte le carte in regola per poter diventare stabile.
Di Bonaventura, fra i più apprezzati bandoneonisti italiani, soprattutto grazie all’ormai lunga collaborazione con Paolo Fresu, che ha contribuito ad aumentarne la popolarità, è anche uno splendido compositore e pianista – si ascoltino a tal proposito More & more e Blue tango di Pysz, ma anche il suo Tango, con relativa breve introduzione improvvisata – anche se in questa veste assai meno apprezzato di quanto meriterebbe.
Album crepuscolare, come il titolo lascia chiaramente intendere, «Coming home» è giocato su sottili sfumature e melodie intense ma appena sussurrate, capaci di dilatarsi oltre ogni aspettativa. Pysz riesce a farlo per esempio, grazie al sapiente uso della chitarra elettrica, nel brano che dà il titolo all’album, e di cui costituisce un’ideale chiusura. Non manca qualche episodio più disteso e movimentato – Nadir, Paquito e I gazzillori su tutti –  ma alla fine è sempre la malinconia del tango a plasmare gran parte del lavoro.  E’, in definitiva, un “ritorno a casa”, quello del duo Pysz–di Bonaventura, che unisce la gioia nel ritrovare gli affetti più cari alla nostalgia di quello che ci si è appena lasciati alle spalle.

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Maciek Pysz (acoustic and electric guitar), Daniele di Bonaventura (piano, bandoneon).

1) Lights (M.Pysz); 2) Blue tango (M.Pysz); 3) Nadir (D.di Bonaventura);
4) Streets (M.Pysz); 5) Intro (Pysz/di Bonaventura); 6) Tango (D.di Bonaventura);
7) Paquito (D.di Bonaventura); 8) Tree (M.Pysz); 9) I gazzillori (D.di Bonaventura);
10) More & more (M.Pysz); 11) Coming home (M.Pysz).

Recorded, mixed and mastered on 11th, 12th and 13th May 2017,
at Artesuono Recording Studios, Cavalicco (Udine), by Stefano Amerio.

«Coming home» is the fourth album as a leader by the Polish musician Maciek Pysz, born in 1982, which follows «Insight» (2013), recorded in trio with Yuri Goloubev and Asaf Sirkis, «A journey» (2015), where the trio becomes quartet thanks to the engagement of Daniele di Bonaventura, and «London stories», carried out in duo with the Italian guitarist Gianluca Corona. Pysz favors acoustic guitars, with which he has developed an extremely personal, lyrical and smooth style that allows him to deal even with the most difficult passages with great fluidity and naturalness.
He was barely twenty years old when he moved to London, where he soon got noticed thanks to his rare ease in merging instrumental virtuosity and melodic fantasy, and as of now the guitarist has already performed in many important venues. A sensible and sophisticated musician and a distinguished composer, he then had the chance to meet again Daniele di Bonaventura, forming with him a duo that, after a series of concerts in Italy and Poland, but especially after this successful recording made by Stefano Amerio, seems to have become a stable band.
Di Bonaventura, among the most appreciated bandoneonists in Europe, especially thanks to the long collaboration with Paolo Fresu, which has helped increase his popularity, is also a wonderful composer and pianist – listen, in this regard, to Maciek Pysz’s More & more and Blue tango, but also to Daniele di Bonaventura’s Tango, together with its short improvised introduction – although in this role he is less appreciated than he deserves.
A crepuscular album, as its title clearly suggests, «Coming home» is played with subtle nuances and intense, but barely whispered, melodies, able of dilate beyond every expectation.
The guitarist succeeds in doing so, for example, thanks to the wise use of the electric guitar, in the song that gives the title to the album, and of which is an ideal closure. There are also some more relaxed and lively episodes – Nadir, Paquito and I gazzillori above all – but in the end it is always tango’s melancholy to dominate most of the work. It is in short a “homecoming”, which combines the joy of regaining the dearest ones with the nostalgia of what’s just been left behind.

CLAUDIO COJANIZ
& ALEXANDER BALANESCU

«Si Song»

Caligola 2231 DVD

notizie aggiuntive

Claudio Cojaniz (piano, conduction), Mirko Cisilino (trumpet, flugelhorn),
Gabriele Cancelli (trumpet, cornet), Toni Costantini, Leo Virgili (trombone),
Alessandro Turchet (electric & double bass), Luca Colussi (drums),
Luca Grizzo (percussion, vocals). Special guest: Alexander Balanescu (violin).

1) African market; 2) Wa blues; 3) Blue dance; 4) Spirit of shadows;
5) Requiem; 6) Emisphere; 7) Grand Bazar.
All tunes composed and arranged by Claudio Cojaniz.

Produced by Municipality of Roccella Jonica (Reggio Calabria), Italy; live filmed on August
20, 2016, at Teatro al Castello, Roccella Jonica by Giuseppe Mazzaferro; edited and
mastered by Walter Bertolo, at Digitalsound Recording Studio, Vedelago (Treviso).

Un anno prima del suo esordio discografico («Sound of Africa», Cal 2228), il nuovo gruppo di Claudio Cojaniz, Coj & Second Time, quartetto che aggiunge alla collaudata coppia ritmica Turchet–Colussi le fantasiose percussioni di Luca Grizzo, aveva felicemente debuttato al festival di Roccella Jonica. Era stata commissionata al pianista friulano dal suo direttore artistico, Vincenzo Staiano,  una suite in memoria del senatore Sisinio Zito, fondatore del festival calabrese, da poco scomparso.
Cojaniz ha voluto schierare per l’occasione un ensemble ancor più ampio, che affiancava a Coj & Second Time due trombe (Mirko Cisilino, Gabriele Cancelli) e due tromboni (Toni Costantini, Leo Virgili). E’ stato inoltre chiamato, come ospite speciale, il violinista Alexander Balanescu, con cui aveva già collaborato in precedenti occasioni. Alla nuova suite é stata aggiunta una rilettura di African market (già presente in «Howl», inciso qualche anno fa per Caligola con la NION Orchestra), che ha preceduto l’esecuzione dei sei movimenti di «Si song».
Aveva scritto Vincenzo Fugaldi, sulla rivista web Jazzitalia: “… l’omaggio ha mostrato le grandi doti di compositore e arrangiatore di Cojaniz, uno dei jazzisti italiani che più riesce a toccare corde profonde nei cuori di chi ascolta. La sfida musicale raccolta era quella di contrapporre trombe e tromboni al suono del violino, operazione almeno sulla carta azzardata… ma il suono intenso di Balanescu si è integrato perfettamente nell’ensemble, con risultati esteticamente ineccepibili, amalgamando il suo peculiare timbro con il pianismo ricco di pathos del leader. Tutto l’ensemble ha suonato davvero bene, dalla front–line alla ritmica … Una suite che alterna sapientemente momenti raccolti e meditativi ad altri trascinanti e gioiosi, e merita di essere al più presto pubblicata.
Suggerimento che, grazie al fondamentale contributo del comune di Roccella Jonica ed al prezioso sostegno di Vicenzo Stajano è stato quindi raccolto, ed il concerto è così diventato questo Dvd, il primo, dopo 230 dischi e 23 anni, della nostra etichetta.

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Claudio Cojaniz (piano, conduction), Mirko Cisilino (trumpet, flugelhorn),
Gabriele Cancelli (trumpet, cornet), Toni Costantini, Leo Virgili (trombone),
Alessandro Turchet (electric & double bass), Luca Colussi (drums),
Luca Grizzo (percussion, vocals). Special guest: Alexander Balanescu (violin).

1) African market; 2) Wa blues; 3) Blue dance; 4) Spirit of shadows;
5) Requiem; 6) Emisphere; 7) Grand Bazar.
All tunes composed and arranged by Claudio Cojaniz.

Produced by Municipality of Roccella Jonica (Reggio Calabria), Italy; live filmed on August
20, 2016, at Teatro al Castello, Roccella Jonica by Giuseppe Mazzaferro; edited and
mastered by Walter Bertolo, at Digitalsound Recording Studio, Vedelago (Treviso).

 

A year prior to his debut album («Sound of Africa»), the new quartet of Claudio Cojaniz, Coj & Second Time, with the addition of Luca Grizzo’s percussion to the proven rhythmic pair of Alessandro Turchet and Luca Colussi, had successfully made its first appearance at Roccella Jazz Festival. The Friulian pianist was commissioned by its artistic director, Vincenzo Staiano, a suite in memory of senator Sisinio Zito, founder of the Calabrian festival, who had just passed away.
Cojaniz wanted to line–up an even larger ensemble, which added to Coj & Second Time two extra trumpets (Mirko Cisilino, Gabriele Cancelli) and trombones (Toni Costantini, Leo Virgili). The famous violinist Alexander Balanescu, with whom the pianist had already collaborated before, was also called as a guest. The new suite has been completed with a reinterpretation of African market (already present in «Howl», another Caligola album, recorded with the N.I.O.N. Orchestra), which preceded the performance of the six movements of «Si song».
Vincenzo Fugaldi wrote in the Jazzitalia web magazine: “…The tribute, sincere and dutiful, has shown the great talent as a composer and arranger of Claudio Cojaniz, one of the Italian musicians who can best tug at the heartstrings of those who listen. The musical challenge was to counterpose trumpets and trombones to the sound of the violin, an hazardous operation, at least on paper… But Balanescu’s intense sound has integrated  perfectly in the ensemble, with aesthetically flawless results, blending his special timbre with the pianism rich in pathos of the leader. The whole ensemble performed really well, from the front line to rhythm section… A suite that wisely alternates absorbed and meditative moments with others enthralling and joyful, and deserves to be published as soon as possible.
A suggestion that, thanks to the essential contribution of the Municipality of Roccella Jonica and the Vincenzo Staiano’ stubborn effort, has been welcomed, and the concert has thus become this Dvd, the first from our label, after 23 years and 230 records.

MARCELLO BENETTI

«Il vizio!»

Caligola 2230

notizie aggiuntive

Marcello Benetti (drums, percussion), Will Thomson (keyboards), Rex Gregory
(clarinet, bass clarinet, tenor sax, flute). Added : Jeff Albert (trombone), Helen
Gillet (cello) on all tracks except n. 2; Dave Easley (steel guitar) on all tracks
except n. 2/3; Mike Dillon (vibes, tablas, congas) on tracks n. 2/3/7.

1) Flight connection; 2) Il vizio!; 3) Quadroon girl;
4) The food room; 5) Manu; 6) Crawling; 7) Judy.
All tunes composed and arranged by Marcello Benetti

Recorded on 4th /5th January 2017; mixed and mastered on 25th / 26th January
at Esplanade Studios, New Orleans, by Misha Kachkachishvili

Quarto album Caligola per il batterista veneziano Marcello Benetti, da un quinquennio trasferitosi stabilmente a New Orleans ed ormai felicemente inserito nell’effervescente e creativo panorama musicale della città del Delta, che poco ha da spartire con quello newyorkese, a noi più noto. Primo disco tutto americano – registrato e prodotto per quel mercato, e solo in seguito diffuso in Europa dalla nostra etichetta – ma anche, forse, il lavoro sin qui più personale e maturo di Benetti, che si conferma non solo eccellente batterista ma anche originale compositore, molto interessato all’indagine in mondi musicali paralleli al jazz.
Lo fa talvolta con modalità orientaleggianti, condite di elettronica – come nella visionaria e quasi onirica Quadroon girl – così come quando si tuffa con intuizioni ardite ma sempre ben controllate nelle avvincenti trame di un’improvvisazione “free”. Benetti sa trovare un sapiente equilibrio fra l’ormai collaudata compattezza dello Shuffled Quartet (Rex Gregory, Jeff Albert e Helen Gillet), con cui ha firmato i due precedenti lavori, e l’imprevedibile creatività del tastierista Will Thomson – suo compagno d’avventure nel recente «Trapper keaper», progetto tutto americano di cui condivide la leadership – di Dave Easley, specialista della steel guitar, e del vibrafonista–percussionista Mike Dillon, la cui classe sopraffina impreziosisce tre brani del disco.
Il “quartetto–sestetto” acquisisce così una dimensione quasi orchestrale, che esalta le parti scritte, ma lascia anche preziosi momenti di libertà ai solisti di volta in volta coinvolti. La dialettica fra composizione ed improvvisazione trova un emozionante equilibrio nella finale Judy, evocativa e sognante, mentre Il vizio! – parola che qui va intesa come abitudine, priva quindi di connotati negativi – rimane un cameo difficile da dimenticare, sorta di sinuosa ed accattivante scala araba con il flauto di Gregory, le tastiere di Thomson, il vibrafono (e le tabla) di Dillon perfettamente sostenute dall’incalzante incedere ritmico delle percussioni del leader.

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Marcello Benetti (drums, percussion), Will Thomson (keyboards), Rex Gregory
(clarinet, bass clarinet, tenor sax, flute). Added : Jeff Albert (trombone), Helen
Gillet (cello) on all tracks except n. 2; Dave Easley (steel guitar) on all tracks
except n. 2/3; Mike Dillon (vibes, tablas, congas) on tracks n. 2/3/7.

1) Flight connection; 2) Il vizio!; 3) Quadroon girl;
4) The food room; 5) Manu; 6) Crawling; 7) Judy.
All tunes composed and arranged by Marcello Benetti

Recorded on 4th /5th January 2017; mixed and mastered on 25th / 26th January
at Esplanade Studios, New Orleans, by Misha Kachkachishvili

This is the fourth album with Caligola Records by Venetian drummer Marcello Benetti, who has moved to New Orleans five years ago and is now happily part of the delightful and creative music scene of  the Crescent City, which has little to do with the well–known scene of New York. This is Benetti’s first entirely American album – recorded and produced specifically for that market, and only later released in Europe by our label – but maybe, it is also his most personal and mature work so far: Benetti confirms not only to be an excellent drummer, but an original composer as well, deeply interested in the investigation of jazz–like music worlds.
Sometimes he does that in “oriental ways”, with a bit of electronic music – as in the visionary and almost dreamy Quadroon girl – or when he dives with bold but always well controlled intuitions in the fascinating plots of a free improvisation. Marcello Benetti finds a wise balance between the proven Shuffled Quartet (Rex Gregory, Jeff Albert and Helen Gillet), with which he released the two previous records, and the unpredictable creativity of the keyboard player Will Thomson – his mate and co–leader in the recent «Trapper keaper», an all American project – of Dave Easley, a steel guitar’ specialist, as well as of the vibraphonist and percussionist Mike Dillon, whose exceptional class embellishes three of the album tracks. The “quartet–sextet” thus acquires an almost orchestral dimension, which enhances the written parts, but also leaves precious moments of freedom to the soloists involved.
The dialectic between composition and improvisation finds an exciting balance in the final Judy, evocative and dreamy, while Il vizio! – a word that here means “habit”, without any negative connotation – remains a difficult cameo to forget, a kind of sinuous and captivating Arabic scale with Rex Gregory’s flute, Will Thomson’s keyboards, and Mike Dillon’s vibes (and tablas) perfectly supported by the rushing rhythm of the leader’s percussion and drums.

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