Da Pat Metheny alle arie d'opera in jazz: l'originale ricerca creativa di Paul Wertico

CANDIANI GROOVE
Aprile 2017

 

Mercoledì 26 aprile, ore 21.00

PAUL WERTICO TRIO
“Free the Opera!”
Fabrizio Mocata (pianoforte), Gianmarco Scaglia (contrabbasso),
Paul Wertico (batteria)

ingresso unico : intero € 8, ridotto € 5
(riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, soci Caligola, studenti)
ridotto speciale per giovani fino ai 29 anni (posti limitati) € 3

Mestre (Ve), Auditorium del Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 4° piano (info e biglietteria, tel. 041.2386126)

Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it. Orari biglietteria: 10.00 – 12.00 e 16.00 – 18.00; mercoledì e venerdì 10.00 – 12.00. Nei giorni di spettacolo: dalle 16.00 a inizio evento.
Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it – info@caligola.it
Facebook: facebook.com/caligolamusic/

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«Free the Opera!», disco pubblicato nel 2013 e candidato ai Grammy Award, ha fatto parlare molto di sé, anche se non è la prima volta che il mondo del jazz esplora il repertorio del melodramma. Ne è protagonista un trio guidato da uno dei più popolari batteristi degli ultimi trent’anni, Paul Wertico, e completato dal pianista siciliano, ma fiorentino d’adozione, Fabrizio Mocata, responsabile musicale del progetto, e dal piacentino Gianmarco Scaglia, contrabbasso. L’idea di Mocata è semplice: trattare come standard jazzistici alcune delle più note arie d’opera, melodie che possono davvero essere considerate le canzoni popolari italiane del diciannovesimo secolo. Le strutture armoniche di Nei cieli bigi, La donna è mobile o Va’ pensiero, diventano quindi le basi su cui i musicisti del trio costruiscono lunghe improvvisazioni tessendo un raffinato “interplay”. Mocata è già stato artefice di un’analoga operazione nel 2009 con l’album «Puccini Moods», sempre in trio con Scaglia, ma con Ettore Fioravanti alla batteria.
Leader e voce più autorevole di questo nuovo gruppo è però  il batterista Paul Wertico (Chicago, 1953), celebre per la quasi ventennale militanza nel Pat  Metheny Group, formazione con cui ha suonato dal 1983 al 2001 e vinto ben sette Grammy Award. Dopo aver pubblicato come leader nel 1993 «The yin and the yout», che vede la partecipazione di jazzisti del calibro di Victor Bailey, Bob Mintzer, Richie Beirach e David Liebman, Wertico guida dal 1994 al 2005 un trio completato dal chitarrista John Moulder e dal bassista Erich Hochberg, con cui registra «Live in Warsaw» (1998), «Don’t be scared anymore» (2000) e «Stereo nucleosis» (2004).
Fabrizio Mocata, dopo aver suonato dal 2000 al 2007 nel quintetto Rojo Porteño e dal 2008 al 2010 nel quartetto Mala Hierba, s’impone sulla scena internazionale nel 2015 con «Letter from Manhattan», disco registrato a New York con Marco Panascia, Ferenc Nemeth e George Garzone. Gianmarco Scaglia, dopo aver fondato nel 1986 con Raimondo Meli Lupi il gruppo Open Frontiers Trio, tutt’ora in attività, incide nel 1994 come leader «Moods», con Claudio Fasoli ed Ettore Fioravanti, e collabora, fra gli altri, con Joe Diorio, Danilo Rea, Paolo Fresu e Franco Cerri.

 

 

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