CANDIANI GROOVE
Febbraio 2017

Domenica 19 febbraio, ore 18:00
VAUDOU GAME
«Kidayu»
Peter Solo (voce, chitarra), Vicente Fritistastiere (cori)
Ghislain Paillard (sax, percussioni, cori), Guilhem Parguel (trombone, percussioni, cori)
Jérémy Garcia (basso, cori), Hafid Zouaoui (batteria, cori)

Sabato 25 febbraio, ore 21:00
BOTTEGA BALTAZAR
«Sulla testa dell’elefante»
Giorgio Gobbo (voce, chitarre, celesta), Sergio Marchesini (fisarmonica, tastiere, piano), Antonio De Zanche (contrabbasso, basso elettrico), Graziano Colella (batteria, cajon, xilofono, percussioni), Riccardo Marogna (clarini, sax tenore, tromba, synth, organo)

Ingresso (valido per entrambi i concerti) : intero € 8, ridotto € 5
(riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, soci Caligola, studenti)
ridotto speciale per giovani fino ai 29 anni (posti limitati) € 3

MESTRE (VE), Auditorium del Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 4° piano

Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it. La biglietteria è aperta con i seguenti orari: 10.00 – 12.00 e 16.00 – 18.00; mercoledì e venerdì 10.00 alle 12.00. Nei giorni degli spettacoli: dalle ore 16.00 a inizio eventi.
Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it - info@caligola.it
Facebook: facebook.com/caligolamusic/ 

IL SUGGESTIVO “AFROPOLITAN” DI PETER SOLO
Assolutamente da non perdere per la carica emotiva e la contagiosità sarà l’esibizione dell’ensemble “afropolitan” dei Vaudou Game. Ma chi sono i Vaudou Game e soprattutto, cosa significa “afropolitan”? Il termine è stato coniato dalla scrittrice ghanese Taiye Selasi, per essere poi ripreso e declinato dal filosofo camerunense Achille Mbembe, nel suo saggio “Afropolitanism”: ovvero la multiculturalità come via africana alla cittadinanza globale. Nella maggior parte dei casi si tratta di giovani, internazionali e cosmopoliti che, pur vivendo o studiando in una capitale europea – il più delle volte Parigi – continuano a custodire gelosamente e soprattutto creativamente il legame con le loro origini africane. Per loro l’Africa non è soltanto la terra d’origine, ma un’eredità culturale.
La musica è spesso il vero momento di sintesi, come nel caso dei Vaudou Game, che si esibiscono al Centro Culturale Candiani domenica 19 febbraio, in un coinvolgente ed ipnotico mix tra le tradizioni voodoo ed il suono afro–funk anni ’70. Il gruppo è guidato dal carismatico Peter Solo, “cantante e chitarrista togolese che nel 2012 ha deciso di trasporre le armonie vocali dei canti animisti sulle scale degli strumenti occidentali”. Il disco del debutto, «Apiafo», del 2014, anche grazie al singolo Pas contente, li ha resi fra gli assoluti protagonisti della stagione concertistica 2015/2016. I Vaudou Game hanno finalmente pubblicato la scorsa estate l’attesissimo secondo album, «Kidayu», già incensato dalla critica come una delle produzioni discografiche più importanti del 2016. Il concerto del Candiani si preannuncia quindi come un “live” straripante, dal grandissimo impatto emotivo, capace di spaziare tra l’afro–beat di Fela Kuti, l’esoterica tradizione voodoo e il gioioso soul–funk di James Brown.

BOTTEGA BALTAZAR, LA POESIA NELLE MONTAGNE
L’ultimo lavoro della Bottega Baltazar, «Sulla testa dell’elefante» è una sorta di opera collettiva. L’album, pubblicato nel 2016, è nato sul Monte Summano, nelle Prealpi vicentine, durante un ritiro che la band ha deciso di affrontare in un eremitaggio presso la foresteria dell’ex pieve dei Girolimini, a 1.200 metri d’altitudine. L’opportunità di stare in bilico “sulla testa di un elefante”, e di avere un punto di vista sospeso, tra la pianura urbanizzata e la natura incontaminata delle vette più alte, ha dato loro modo di creare dieci tracce poetiche, evocative ed intrise di saggezza, che hanno già raccolto grandi consensi da parte della critica: il singolo Rugby di periferia ha già superato diecimila visualizzazioni su Youtube. Tutto ciò è curioso per un album realizzato nella solitudine delle montagne e pubblicato senza troppi clamori da Azzurra Music.
La band ha rinunciato ai consueti tour di presentazione, per cercare di selezionare i luoghi in cui proporre dal vivo i suoi esperimenti folk; con il passo lento ma sicuro del montanaro la Bottega arriverà al Candiani per incontrare amici ed ascoltatori, ma soprattutto per presentare le canzoni che compongono il nuovo riuscito lavoro. Piccola Bottega Baltazar, nata nel 2000, è cresciuta molto ed è quindi “diventata grande”, perdendo così il suo aggettivo iniziale. Siamo in presenza di dieci brani–fiaba, nei quali il senso etico e i temi contemporanei (quali l’immigrazione e la disoccupazione) si fondono in un paesaggio fantastico, quasi magico. Il disco si presta ad essere ascoltato soprattutto in questo periodo dell’anno: è, infatti, un album squisitamente invernale, ed ogni canzone è un piccolo gioiello a sé stante, come una piccola aurora boreale, od una nevicata.

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