CANDIANI GROOVE
Febbraio 2017

Domenica 12 febbraio, ore 18.00

JACK WALRATH QUARTET
«A tribute to Charles Mingus»
Jack Walrath (tromba), Marcello Tonolo (pianoforte)
Marc Abrams (contrabbasso), Mauro Beggio (batteria)

ingresso unico : intero € 8, ridotto € 5
(riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, soci Caligola, studenti)
ridotto speciale per giovani fino ai 29 anni (posti limitati) € 3

MESTRE (VE), Auditorium del Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 4° piano (info e biglietteria, tel. 041.2386126)

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Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it. La biglietteria è aperta con i seguenti orari: 10.00 – 12.00 e 16.00 – 18.00; mercoledì e venerdì 10.00 alle 12.00. Nei giorni degli spettacoli: dalle ore 16.00 a inizio eventi.
Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it - info@caligola.it
Facebook: facebook.com/caligolamusic/ 

Jack Walrath, oltre ad esser fra i più importanti trombettisti americani degli ultimi quarant’anni, è uno dei rari testimoni viventi dell’epopea artistica ed umana del leggendario contrabbassista Charles Mingus, con cui ha suonato in modo continuativo dal 1974 al 1979, anno della sua morte.
Nato in Florida nel 1946, Walrath inizia a suonare la tromba a nove anni e cresce in un villaggio del Montana. Dopo il diploma, viene ammesso nel 1964 al prestigioso Berklee College di Boston, completando gli studi nel 1968. Si trasferisce quindi in California, dove collabora con il trombonista Glenn Ferris e suona nella band di Ray Charles. Attivo a New York dal 1970, l’allora giovane trombettista ha modo di mettersi in luce per virtuosismo e duttilità, doti che gli consentono di passare dal mainstream al latin–jazz, ma anche di lavorare con il sassofonista Paul Jeffrey, che ne intuisce le potenzialità e lo presenta all’amico Charles Mingus, che ha da poco allestito un nuovo gruppo comprendente, fra gli altri, George Adams e Don Pullen, stelle nascenti del jazz neroamericano. Dopo l’abbandono a sorpresa di Hamiet Bluiett, è proprio Walrath a prenderne subito il posto e ad entrare in studio per la registrazione di due dischi capolavoro dell’ultimo Mingus, «Changes One» e «Changes Two». L’esperienza con il grande contrabbassista lascerà un segno indelebile nel suo percorso artistico. Dopo la morte del maestro, il trombettista entra infatti a far parte sia del primo gruppo organizzato per ricordarlo, Mingus Dynasty, sia della prestigiosa e più longeva Mingus Big Band, fortemente voluta e tenuta in vita dalla vedova Sue Graham Mingus.
Jack Walrath, che è anche originale arrangiatore e compositore, nonché apprezzato didatta – autore fra l’altro di un importante metodo per tromba jazz – inanella negli anni successivi una serie di importanti collaborazioni, passando dalla big–band di Quincy Jones ad Elvis Costello, dalla George Gruntz Concert Jazz Band a Muhal Richard Abrams, dalla Superband di Charli Persip a Joe Lovano. Ma si rivela allo stesso tempo leader autorevole e maturo, capace di rinnovare con intelligenza lo stile hard–bop e di registrare molti interessanti album come leader per l’etichetta Steeplechase, fra cui i recenti «To Hellas and back» (2013) e «Unsafe and any speed» (2015). Per un musicista come lui così attento alla scrittura musicale, devono essere stati davvero importanti i prestigiosi riconoscimenti ottenuti dal National Endowment for the Arts, dall’Aaron Copland Composition Grant e dal Mary Flagler Cary Trust. Gli sono state commissionate composizioni sia per piano solo che per orchestra sinfonica.
Il trio che lo accompagna in questo nuovo tour italiano, a circa due anni dalla fortunata tournée in quartetto con il sassofonista Gary Smulyan, è formato da talentuosi jazzisti dell’area veneta, ben noti agli appassionati, fra gli accompagnatori più affidabili in circolazione. Il trio, guidato dal raffinato ed esperto pianista veneziano Marcello Tonolo, è completato dal solido contrabbasso di Marc Abrams – americano che da ormai un trentennio vive nella nostra regione – e dalla fantasiosa batteria del vicentino Mauro Beggio, fra i più quotati e richiesti specialisti italiani dello strumento, messosi in luce giovanissimo nel quartetto di Enrico Rava.

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