CANDIANI GROOVE
novembre–dicembre 2016

Sabato 3 Dicembre, ore 21:00

STREIFENJUNKO
“Elettroacustico”
Eivind Lønning (tromba, elettronica)
Espen Reinertsen (sax tenore, elettronica)

- ESCLUSIVA ITALIANA -

WEST COAST CHAMBER JAZZ TRIO
“LA Strictly Confidential”
Andrea Centazzo (percussioni, mallet kat, sampler),
Ellen Burr (flauti), Jeff Schwartz (contrabbasso)

ingresso : intero € 10, ridotto € 7
ridotto speciale per giovani fino ai 29 anni € 3

MESTRE (VE), Auditorium del Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 4° piano, apertura porte ore 20.30
Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it
Profilo Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it - info@caligola.it
Facebook: facebook.com/pages/Caligola-Circolo-Culturale/

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Trovarsi a dover presentare in poche righe la più che quarantennale attività di un artista importante e prolifico come Andrea Centazzo (Udine, 1948) è impresa difficilissima, ai limite dell’impossibile. L’onnivoro percussionista (ma anche compositore e video–artista) friulano ha trovato la fama suonando dal 1974 al 1976 nel quartetto di Giorgio Gaslini, esperienza culminata con il disco “Murales”. Ma la dimensione dello strumentista, pur di successo, si dimostra troppo stretta per i suoi onnivori e poliedrici interessi. Collabora con maestri del calibro di Steve Lacy e Derek Bailey, Evan Parker e Piere Favre, ma sente soprattutto l’esigenza di auto–produrre i suoi lavori, così poco in sintonia con la sonnolenta industria discografica italiana di quegli anni. La non facile ma esaltante avventura della Ictus Records, da lui fondata nel 1976 – iniziata con l’album omonimo, in trio con Armando Battiston e Franco Feruglio, proseguita con “Clangs” (1976), in duo con Lacy, e culminata con il triplo “Indian Tapes”, ancor oggi disco di culto – diventa un punto di riferimento per tutta l’avanguardia jazzistica, non solo europea. Sono ancora da ricordare, dopo il suo trasferimento da Udine a Bologna, la costituzione nel 1980 della Mitteleuropa Orchestra, che raggiunge il suo punto più alto con “Omaggio a Pier Paolo Pasolini”, lavoro del 1985 per orchestra, soprano e voce recitante. Altra opera importante della sua sterminata produzione è senza dubbio “Tina”, del 1996, con Ottavia Piccolo voce recitante, dedicata alla fotografa Tina Modotti.
Dal 1986 Centazzo inizia ad interessarsi di video–art e colonne sonore. L’Italia non offre molte occasioni, e dopo frequenti viaggi e sempre più lunghe soste negli Stati Uniti – che gli consentono di collaborare con, fra gli altri, John Zorn e Marylin Crispell – l’artista friulano decide nel 1992 di stabilirsi a Los Angeles, diventando autore di colonne sonore, artista video e musicista multimediale molto apprezzato oltreoceano. Nel 1999 acquisisce la cittadinanza americana e quando saltuariamente ritorna in Italia risiede a Bologna. Non potendo elencare i moltissimi lavori che l’hanno visto protagonista negli ultimi vent’anni, ed i numerosi riconoscimenti ricevuti, ci preme sottolineare l’importanza di questo più recente progetto, che segna il suo momentaneo ritorno al jazz. Nato nel 2015 dall’incontro con la flautista Ellen Burr ed il contrabbassista Jeff Schwartz, eccellenti strumentisti dell’area californiana, il West Coast Chamber Jazz Trio mantiene fede al suo nome. La dimensione cameristica e la componente jazzistica, ravvisabile nelle linee melodico–ritmiche, nell’interplay e in una forma improvvisativa tenuta sempre sotto controllo, vengono coniugate nei modi narrativi, distesi e colloquiali propri del jazz californiano, non solo quello storico degli anni ’50, ma anche quello delle più recenti avanguardie. Il trio ha appena pubblicato un disco, “LA Strictly Confidential”, che rilegge alcune composizioni del vasto repertorio del suo leader e viene presentato nel corso di questo breve tour italiano. Le parole del leader aiutano a capire il senso dell’operazione: “West Coast Chamber Jazz Trio è senza dubbio il progetto musicale più vicino alla tradizione jazz che io abbia mai riunito. Dopo aver attraversato in 45 anni tutti i generi musicali, dalla composizione e direzione di opere liriche e sinfoniche a momenti new age, dalla pura improvvisazione per ensemble ai concerti solisti per percussione, dal minimalismo alla multimedialità, ritorno alle origini cercando di conglobare in questo progetto le fonti musicali più disparate e le mie esperienze nei vari campi della ricerca.”.
Streifenjunko è un duo norvegese attivo da ormai dieci anni, capace di creare una musica immaginifica e vigorosa allo stesso tempo con una strumentazione poco convenzionale come il sax tenore e la tromba suonati, rispettivamente, da Espen Reinertsen (1979) e Eivind Lønning (1983), entrambi residenti ad Oslo. I due suonano anche nel Christian Wallumrød Ensemble e nella Trondheim Jazz Orchestra. Il loro suono è incentrato su diverse tecniche sperimentali applicate ai rispettivi strumenti, selezionate e maturate lungo gli anni. Il più recente lavoro del duo, che verrà presentato al Candiani, prevede anche l’aggiunta di un nuovo set–up elettroacustico. Il primo album di Streifenjunko, “No Longer Burning” , risale al 2009, ma è il secondo lavoro, “Sval Torv”, del 2012, a conferirgli una fama davvero internazionale. Scrive Jim Denley nelle note di copertina dell’album: “Si genera una magia attorno alle grandi band e, con questa incisione, la mia fascinazione non va soltanto alla loro musica, per quanto bella essa sia, ma verso il collettivo stesso … A venir creata è una materialità che attraversa ciascuna parte mai isolata dall’altra, una relazione simbiotica che è più della somma delle singole parti … I loro suoni non sono collocati su un quadro prestabilito, e la forma emerge dal processo creativo … ”.

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