MIRANO OLTRE 2016

martedì 5 luglio, ore 21:15

RICCARDO MARANZANA & MARCO CASTELLI
“La Linea Apparente (omaggio a Dino Buzzati)”
Riccardo Maranzana (voce recitante)
Marco Castelli (sassofoni, live electronics)

Ingresso gratuito

MIRANO (VE), Calle Ghirardi
in caso di pioggia presso il Teatro di Villa Belvedere

Informazioni:
Libreria Mondadori Mirano, libreria@alfanui.it, tel. 041.4355707
Caligola, www.caligola.it, info@caligola.it, cell. 335.6101053 / 340.3829357
www.facebook.com/MiranoOltre

Colma una lacuna della programmazione di “Mirano Oltre”, sempre molto attenta ai grandi letterati veneti, “La linea apparente”, omaggio allo scrittore bellunese Dino Buzzati (1906–1972), uno dei grandi esponenti della letteratura italiana del Novecento, spettacolo che ha come protagonisti paritetici l’attore Riccardo Maranzana ed il sassofonista Marco Castelli, qui alle prese anche con l’elettronica.

Nei racconti di Buzzati scelti per questa lettura–spettacolo, i protagonisti guardano fisicamente oltre la linea apparente, ricercando un senso alla loro vita. Per alcuni il viaggio è consapevole, altri si ritrovano a seguire ombre o fantasmi che si dileguano misteriosi. Ma ciascuno, pur proiettato verso quel misterioso luogo che non esiste, per paradosso realizza in questo incerto procedere la consapevolezza della sua umanità. Dalla volontà di restituire questo particolare senso poetico della prosa di Buzzati, è nata in Maranzana e Castelli la necessità quasi naturale di realizzare un lavoro dove le note musicali e gli effetti sonori non si propongono quale semplice sottofondo o commento didascalico, ma sono in grado di interagire con le parole dei racconti (e la voce che li interpreta), coinvolgendo il pubblico con un allestimento semplice e diretto. I brani sono tratti dal volume “Sessanta Racconti”, pubblicato nel 1958, volume considerato una vera “summa” del mondo poetico dello scrittore, dove si ritrova rappresentata l’intera gamma dei suoi motivi ispiratori e dove Buzzati, vero maestro della composizione breve, sa spaziare tra meraviglioso, favoloso e immaginario, traducendo in gioco, tragedia o mistero anche le situazioni che possono apparire più banali o scontate.

Marco Castelli (Venezia, 1960), sassofonista (tenore e soprano), compositore e produttore, è un artista eclettico, la cui attività si muove non solo nell’ambito del jazz, ma anche in quelli del teatro, della danza e della performance intermediale. Lo stile esecutivo e compositivo, così come l’approccio della sua comunicazione musicale, gli consentono di frequentare con creatività e naturalezza i più diversi territori e linguaggi espressivi, alternando l’attività di sassofonista a quella di direttore di big–band o di sound–designer. Castelli è inoltre fra i jazzisti italiani più attivi al di fuori del proprio paese; ha partecipato a concerti e festival in ogni angolo dell’Europa ma non solo, ha compiuto tournée in Asia, nel nord Africa ed in America latina. Il sassofonista veneziano ha all’attivo numerosi dischi da leader, l’ultimo dei quali è “Porti di mare” (Caligola, 2015).

Riccardo Maranzana (Udine, 1963), diplomato alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, ha lavorato in importanti produzioni nazionali con gli  Stabili di Genova, Trieste, Bologna, Parma, Milano, a fianco di attori del calibro di Giulio Bosetti, Mario Scaccia, Massimo Girotti, Elisabetta Pozzi, Ottavia Piccolo. E’ stato diretto dai registi Marco Sciaccaluga, Nanni Garella, Giorgio Pressburger, Gigi Dall’Aglio, Katie Mitchell, Eugenio Allegri, Andrea Collavino e soprattutto Giorgio Gallione.  Ha realizzato alcuni spettacoli come  autore, regista ed interprete: “Uomini di confine” (1993), “La conquista del Messico” (Festival di Pierrefonde, Francia, 1997), “Distants, siamo italiani nel mondo” (Festival di Huy, Belgio 2003). Con Massimo Somaglino ha messo in scena “Cercivento”  per il MittelFest del 2003. Maranzana ha lavorato anche per il cinema, ricevendo una menzione speciale al Festival del Cinema di Bellaria del 1994 per “Quando finiranno le zanzare”. E’ stato poi protagonista di “Sentieri selvaggi”, film di Susanna Grigoletto che ha partecipato al Festival del Cinema di Cannes nel 1998, e più recentemente del film “Zoran, il mio nipote scemo”, di Matteo Oleotto (2013). L’attore–regista friulano aveva realizzato due anni prima il film–documentario “Carnia 1944, un’estate di libertà”.

 

 

 

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