JAZZ & DINTORNI 2016
16^ edizione
Caligola Circolo Culturale
in collaborazione con
Comune di Mogliano Veneto

lunedì 18 luglio, ingresso unico euro 18 (ridotti euro 15)
MARC RIBOT & THE YOUNG PHILADELPHIANS + STRINGS
Marc Ribot e Mary Halvorson (chitarre), Jamaaladeen Tacuma (basso), G.Calvin Weston
(batteria), Max Haft e Sabine Akiko Ahrendt (violino), Nathan Bontrager (violoncello)

giovedì 28 luglio, ingresso unico euro 15 (ridotti euro 12) – doppio concerto
BABA SISSOKO & ANTONELLO SALIS DUO “JAZZ (R)EVOLUTION”
Baba Sissoko (voce, tamani, n’goni), Antonello Salis (fisarmonica, piano, tastiere)
CONCORDU E TENORE DE OROSEI
Massimo Roych e Tonino Carta (voche),Mario Siotto (bassu), Piero Pala (mesuvoche),
Gian Nicola Appeddu (contra)

MOGLIANO VENETO (TV), Piazzetta del Teatro, inizio ore 21:00
in caso di pioggia al Teatro Busan

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INFO: www.caligola.it, info@caligola.it, cell. 340/3829357 / 335.6101053

Prevendite: Vivaticket www.vivaticket.it e tutti i punti vendita. A Mestre segnaliamo:

GOOD MUSIC

INDIRIZZO: Via Brenta Vecchia, 23 Mestre
TELEFONO: +39 041 940947
FAX: +39 041 940947
EMAIL: good.music@email.it
ORARI: Lun:15.30/19.30 Mar-Sab:09.00/12.30 15.30/19.30 chiuso:Domenica,festivi

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JAZZ & DINTORNI 2016  (sedicesima edizione)

Ritorna, dopo sei anni, la storica rassegna “Jazz & dintorni” a Mogliano Veneto, piccolo comune a metà strada fra Mestre e Treviso. Questa è la sedicesima edizione

Se una rassegna storica come “Jazz & Dintorni” ritorna, dopo cinque anni di silenzio, di questi tempi si deve gridare al miracolo, o quasi…. Quando, dopo la quindicesima edizione, già fortemente ridimensionata nel programma, l’Amministrazione comunale ci aveva comunicato l’impossibilità di sostenere anche nel 2011 l’iniziativa, molti di noi l’avevano data per spacciata. Un’interruzione resa ancor più dolorosa dalle ripetute domande sulla rassegna  che ci venivano fatte continuamente dagli appassionati, nelle più svariate occasioni, quasi a testimoniare come il vuoto lasciato dalle serate jazz in Piazzetta del Teatro, fosse difficile da colmare. Forse proprio per questo, quando quest’anno siamo stati contattati dalla nuova Amministrazione, il proposito, fortissimo e risoluto, prima ancora di conoscere l’entità del contributo e di averne conferma, era quello di preparare per il possibile ritorno di “Jazz & Dintorni” a Mogliano un cartellone davvero speciale, perché la storia della rassegna e l’affetto del pubblico lo meritavano. Quella che era solo un’ipotesi, sospesa fra sogno e realtà, una volta confermata la decisione di inserirla all’interno del programma estivo 2016 di “Metropolis”, è diventata l’interessante programma che avete davanti. Sono solo due, ma valgono per quattro, gli appuntamenti di questa sedicesima edizione, entrambi offerti in esclusiva triveneta.

L’inseguimento all’ultimo “esplosivo” progetto di Marc Ribot si è alla fine concluso con successo: ne siamo davvero soddisfatti. Sì, perché The Young Philadelphians, che il poliedrico e vulcanico chitarrista americano, capace di passare da Tom Waits a John Zorn, porta in giro per il mondo da quasi tre anni, è fra i più saporiti ed intriganti della sua pur prolifica e sempre interessantissima produzione. Si tratta di un originale omaggio a quel “Philly Sound” che negli anni ’70 aveva anticipato la “Disco Music”, e che la presenza di due musicisti nati e formatisi musicalmente proprio a Philadelphia, il bassista Jamaleen Tacuma e il batterista G.Calvin Weston, entrambi con trascorsi colemaniani, certifica come coerente e nient’affatto casuale. Pochi avrebbero poi immaginato che a completare il quartetto come chitarra aggiunta potesse essere uno dei più personali ed innovativi protagonisti del jazz contemporaneo, quella Mary Halvorson diventata a sua volta, a dispetto della giovane età, un imprescindibile punto di riferimento per chi pratica oggi questo strumento, soprattutto nell’ambito dell’avanguardia. Il disco, registrato dal solo quartetto elettrico nel 2014 dal vivo a Tokyo, ha destato molto interesse e raccolto vasti consensi, fra pubblico e critica. L’aggiunta, fatta l’anno successivo, di due violini ed un violoncello, ha quindi reso ancor più gustoso, variegato e trasversale il progetto. Gli “Young Philadelphians” sono così diventati da oltre un anno un settetto (plus Strings), esattamente quello che salirà sul palco di Piazzetta del Teatro il 18 luglio, per una serata che si preannuncia ad alta “gradazione elettrica”.

Altrettanto curioso e stimolante si presenta il secondo appuntamento della rassegna, un doppio concerto che potrebbe riservarci una gradita sorpresa finale. Apriranno la serata quelli che sono, insieme ai Tenores di Bitti, fra i migliori interpreti nel vasto panorama delle musiche vocali sarde. Oltre che per la loro eccezionale bravura, i Concordu e Tenore de Orosei sono celebri per la peculiarità del  repertorio, che abbraccia entrambe le forme della tradizione vocale di Orosei: quella del canto sacro, tipica delle confraternite religiose, e quella profana del canto a tenore. Una musica, quella della Sardegna, che ha destato l’attenzione di molti maestri del jazz contemporaneo, su tutti Ornette Coleman e l’Art Ensemble of Chicago. Soprattutto con l’area dell’avanguardia chicagoana, in particolare Don Moye e Lester Bowie, sia il geniale pianista e fisarmonicista sardo Antonello Salis – forse il “più africano” fra i jazzisti italiani – che il griot maliano Baba Sissoko, da molti anni trasferitosi nel nostro paese, hanno avuto molto a che fare. Il loro “tellurico” ed inedito duo chiuderà un doppio concerto che si preannuncia suggestivo e dagli alti contenuti spettacolari, offrendo anche l’occasione di riconfrontarci con un loro recente lavoro discografico, “Jazz (R)evolution”,  dove a Salis e Sissoko si aggiunge l’amico Don Moye, che della grande musica afroamericana è ancor oggi uno dei più significativi esponenti. La non troppo segreta speranza di tutti noi appassionati è però quella che non sia il duo Baba Sissoko & Antonello Salis a chiudere la serata ed il festival: una session finale tra tutti e sette i musicisti potrebbe esserne infatti l’attesa e quasi naturale conclusione. Sarebbe una vera e propria “festa della musica”, che per di più coronerebbe nel migliore dei modi una giornata che per la nostra associazione ha un forte contenuto simbolico. Trent’anni prima infatti, il 28 luglio 1986, Caligola ha firmato quello che resta ancor oggi il più importante evento della sua storia, concerto che ha visto il passaggio nel nostro territorio, per la precisione a Mira, del “divino” Miles Davis. Anniversario che in modo migliore non poteva essere festeggiato.

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