SPAZIO AEREO, VEGA, MARGHERA (VE)
Via delle Industrie, 27/5

POWER ACOUSTIC SUNDAY
17.04.2016

ingresso riservato ai soci ARCI
contributo responsabile € 8
Informazioni:
info@spazioaereo.com ; info@caligola.it
Roberto Durante cell. 339.1018038, Francesco Socal cell. 320.4270691

Keptorchestra ore 18.00
Giampaolo Casati, David Boato, Maurizio Scomparin, Ilic Fenzi (trombe)
Roberto Rossi, Beppe Calamosca, Toni Costantini, Matteo Morassut (tromboni)
Mauro Negri, Piero Odorici, Pietro Tonolo, Alberto Vianello, Moreno Castagna (sax)
Marcello Tonolo (pianoforte), Marc Abrams (contrabbasso), Alfred Kramer (batteria)

Bee Brain ore 20.00
Henry Cook (sax alto, flauto, washint)
Roberto Raciti (contrabbasso)
Ermanno Baron (batteria)

Giampaolo Casati & Marcello Tonolo Quartet ore 21.30
Giampaolo Casati (tromba)
Marcello Tonolo (pianoforte)
Marc Abrams (contrabbasso)
Alfred Kramer (batteria)

Keptorchestra ha tenuto un concerto lo scorso dicembre al Candiani di Mestre per ricordare l’amico Marco Tamburini, scomparso il 29 maggio 2015, evento che sembrava dover essere unico e straordinario, difficilmente ripetibile. Ed invece, a quasi un ventennio dal suo scioglimento, davanti ad un pubblico nutrito e caloroso,  la big band che era stata a cavallo fra gli anni ’80 e ’90 un punto di riferimento del jazz orchestrale nel nostro paese, non è stata solo protagonista di un’esibizione intensa e coinvolgente, ma ha ritrovato insospettabili motivazioni, a tal punto da decidere di tornare a suonare ancora insieme per eseguire del nuovo repertorio, scritto ed arrangiato da alcuni dei suoi attuali protagonisti (Marcello e Pietro Tonolo, Giampaolo Casati, Roberto Rossi, Mauro Negri e Piero Odorici, che sono poi gli stessi di un tempo).

Un primo importante passo è stato fatto decidendo intanto di tenere due concerti ravvicinati allo Spazio Aereo, utili per ritrovare l’affiatamento e provare i nuovi brani scritti per l’occasione. La prima di queste due esibizioni, tenutasi lo scorso 13 marzo, ha riportato un successo superiore ad ogni ottimistica previsione, ed eguale attenzione riteniamo dovrebbe riscuotere anche quella programmata per domenica 17 aprile alle ore 18.00. Si sta inoltre formando, intorno al nucleo dei suoi storici esponenti, un manipolo di più giovani ma altrettanto validi musicisti, in grado di far fronte alle non sempre prevedibili ed  improvvise assenze, soprattutto nella sezione delle ance.

A distanza di vent’anni resta inalterato lo spirito di un’orchestra davvero poco convenzionale, che vuole essere ancora una sorta di laboratorio aperto, al cui interno suonare vuole dire anche divertirsi. Come ha ben precisato Pietro Tonolo in una recente intervista: “…nella Keptorchestra vi era, di fatto, una generosità spontanea con quell’effetto di opulenza sonora che diventava puro divertimento, oggi sempre più difficile da trovare, vista la crisi economica. Oggi i gruppi tendono a ridursi. La nostra è stata una formazione che ha dato grandi soddisfazioni a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di suonarvi, con una significativa collaborazione da parte di Steve Lacy, risultata alla fine molto proficua … eravamo un collettivo affiatato che dava il meglio di sé dal vivo, grazie alla presenza di una serie di elementi anche spettacolari, di musicisti dalla personalità molto forte, che sapevano regalare momenti irripetibili e situazioni al limite dell’happening. C’era molta creatività, molto divertimento, perseguito con serietà ed alto livello, senza troppe velleità o pretese intellettualistiche”. Ma vale la pena di ricordare che Keptorchestra ha lavorato anche con altre due leggende viventi del sassofono come Lee Konitz e Joe Lovano. Ma potrebbero esserci altri importanti musicisti internazionali con cui confrontarsi anche nel prossimo futuro.

Bee Brain è un trio capitanato dallo statunitense Henry Cook, sassofonista e flautista che ha inciso con alcuni tra i più grandi musicisti afroamericani come John Tchicai, Bob Moses, Don Moye e Frank Lacy. Bee Brain è una formazione atipica ed originale, di matrice certamente jazz ma con influenze afro, blues e funk. Il repertorio propone una miscellanea di composizioni originali e brani tratti dalla tradizione afro–jazz etiope, in particolare di Mulatu Astatke, con cui Henry Cook ha collaborato ed inciso dischi; non è un caso che Cook suoni, oltre al sax alto ed al flauto traverso, il tradizionale “washint”, flauto etiope di cui è certamente uno dei maggior esponenti in Occidente.

Giampaolo Casati e Marcello Tonolo non sono nuovi a collaborazioni che li hanno visti suonare – oltre che con la Keptorchestra naturalmente – nelle rispettive formazioni, l’ultima delle quali è uno splendido trio d’impronta cameristica completato dal contrabbassista genovese Piero Leveratto, gruppo che ha pubblicato nel 2010 per la nostra etichetta un riuscito album, «Novo» (Caligola 2124). Sarà un piacere vedere il trombettista ligure ed il pianista veneziano di nuovo all’opera in una piccola formazione ricavata dalla Keptorchestra, quartetto che ha in Marc Abrams e Alfred Kramer due preziosi ed affidabilissimi partner.

 

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