CANDIANI GROOVE 2016

Domenica 13 marzo, ore 18.00

JAQUES MORELENBAUM CELLO SAMBA TRIO
“Saudade do Futuro – Futuro da Saudade”

Jaques Morelenbaum (violoncello)
Lula Galvao (chitarra acustica)
Rafael Barata (batteria)

ingresso : intero € 10, ridotto € 7
riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, soci Caligola, studenti.
ridotto speciale per giovani fino ai 29 anni (posti limitati) € 3

MESTRE (VE), Auditorium del Centro Culturale Candiani
P.le Candiani, 4° piano, inizio concerto ore 18.00

Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it
Profilo Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it – info@caligola.it
Facebook: facebook.com/pages/Caligola-Circolo-Culturale/198558337034

Prevendite
Biglietti acquistabili presso la biglietteria del Centro Culturale Candiani 041.2386126
e online sui siti candiani.comune.venezia.it e www.biglietto.it.

La biglietteria è aperta con il seguente orario:
martedì e giovedì 10.00-12.00 e 16.00-18.00; mercoledì e venerdì 10.00-12.00; nei giorni dei concerti prima dello spettacolo

Jaques Morelenbaum è uno dei più importanti musicisti brasiliani contemporanei. Nato a Rio De Janeiro nel 1954, figlio di un celebre direttore d’orchestra, Henrique, e di un’insegnante di pianoforte, Sarah. Ma la sua è una famiglia di musicisti, visto che il fratello Eduardo è arrangiatore e direttore d’orchestra, e la sorella Lucia è clarinettista della Brazilian Symphony Orchestra. Dopo regolari studi classici il violoncellista ha fatto la sua prima esperienza professionale nel gruppo A Barca do Sol, e subito dopo è entrato a far parte della Nova Banda, gruppo che ha accompagnato Antonio Carlo Jobim dal 1984 al 1994, di cui era cantante Paula Martins, diventata poi sua moglie, ovvero Paula Morelenbaum. Ha lavorato da settembre 1993 a gennaio 1994 all’ultimo album di Tom Jobim, «Antonio Brasileiro», vincitore di un Grammy, ma pubblicato solo l’11 dicembre 1994, tre giorni dopo la sua morte. Nel 1995 forma con la moglie Paula ed i due figli di Jobim Daniel e Paulo il Quarteto Jobim Morelenbaum, con cui ha registrato un album che ha per titolo il nome del gruppo.
Da metà degli anni ’90 ha lavorato come strumentista ed arrangiatore per artisti del calibro di Gal Costa e Ivan Lins, Marisa Monte e Carlinhos Brown, Chico Barque e Milton Nascimento, ma soprattutto ha affiancato il suo nome a quello di un altro maestro della musica popolare brasiliana, Caetano Veloso, co–firmando alcuni dei suoi migliori lavori discografici di sempre, da «Circulado» a «Fina Estampa», da «Prenda Minha» a «Livro». Memorabile la sua partecipazione nel 2002, accanto a Caetano con il brano Cucurucucu Paloma, al film di Pedro Almodovar «Parla con Lei» (Hable con Ella). Ha composto e prodotto, con Antonio Pinto, la colonna sonora di «Central do Brazil», di Walter Salles, in lizza per l’Oscar come miglior film straniero nel 1999.
Fra il 2009 ed il 2010 ha portato in giro per il mondo con Gilberto Gil il progetto «String Concert», ma sono altrettanto importanti le sue collaborazioni internazionali, che l’hanno visto impegnato sia come violoncellista che come arrangiatore a fianco, tra gli altri, di Dulce Pontes e David Byrne, Cesaria Evora e Ryuichi Sakamoto,  Sting e Omar Sosa. Ci sono voluti quarant’anni perché Jaques Morelenbaum potesse avere finalmente un disco a proprio nome. L’album si intitola  «Saudade do Futuro–Futuro da Saudade», e vede il grande musicista alla testa del Cello Samba Trio, raffinata formazione di sapore cameristico, completata dal chitarrista Lula Galvao e dal percussionista–batterista Rafael Barata.  Registrato e pubblicato nel 2014, contiene dodici brani in cui il violoncellista omaggia quasi tutti i maestri con i quali ha collaborato, da Antonio Carlos Jobim a Gilberto Gil, da Caetano Veloso a Joao Donato, ma anche quelli che hanno fatto parte della sua formazione musicale, come Joao Gilberto e Jacob do Bandolim. Il disco contiene anche quattro composizioni inedite, due delle quali firmate dallo stesso Morelenbaum. Bellissime le parole con cui Veloso commenta il lavoro dell’amico–musicista:  “Il violoncello di Jaques Morelenbaum; suono miracoloso che ha accompagnato tutte le mie emissioni vocali, le mie ispirazioni compositive, la mia idealizzazione di struttura del suono. Adesso, finalmente, abbiamo un disco in cui questa densa realtà umana e musicale – che abbiamo avuto il privilegio di vedere sviluppata passo dopo passo – si mostra pura”.

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