Sabato 30 Gennaio, ore 21.00

FATOU

Fatoumata Diawara (voce, chitarra)
Olivier Tshimanga (chitarra)
Valess Assouan (basso elettrico)
Jean Baptiste Ekoué Gbadoe (batteria)

ingresso : intero € 13, ridotto 10
riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, soci Caligola, studenti.
ridotto speciale per giovani fino ai 29 anni (posti limitati) € 3

MESTRE (VE), Auditorium del Centro Culturale Candiani
P.le Candiani, 4° piano, inizio concerto ore 21.00

Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it
Profilo Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it – info@caligola.it
Facebook: facebook.com/pages/Caligola-Circolo-Culturale/198558337034

Prevendite
Biglietti acquistabili presso la biglietteria del Centro Culturale Candiani 041.2386126
e online sui siti candiani.comune.venezia.it e www.biglietto.it.

La biglietteria è aperta con il seguente orario:
martedì e giovedì 10.00-12.00 e 16.00-18.00; mercoledì e venerdì 10.00-12.00; nei giorni dei concerti prima dello spettacolo

Nata in Costa d’Avorio nel 1982, cresciuta in Mali e da qualche anno residente a Parigi, Fatoumata Diawara ha lottato per soddisfare le proprie ambizioni artistiche, ha vissuto i pregiudizi culturali subiti dalle donne e conosciuto il successo prima di tutto come attrice grazie ai suoi ruoli per il cinema d’autore africano, salvo poi capire che il suo vero destino era tutto nella musica.
Il mondo del cinema si era accorto di tanta grazia già nel 1999, con il film di Cheick Oumar «Sissoko», cui seguiranno il lungometraggio «La Genèse», di Dani Kouyaté, e nel 2001 il film «Sia, le rêve du python». Pochi anni dopo la compagnia teatrale francese Royal Deluxe ha voluto la giovane Fatoumata tra i suoi protagonisti. Durante le pause di lavoro della compagnia, Fatoumata canta per gioco insieme agli altri attori, e quando il regista la sente, decide di farla esibire durante gli spettacoli. “Fatou” ci prende gusto sino ad abbandonare la recitazione per suonare nei caffè parigini, incidendo le sue canzoni in alcuni demo in cui – da autodidatta – suona un po’ tutti gli strumenti.
Ma è nel 2011, con il suo album d’esordio, intitolato semplicemente «Fatou», che la cantautrice maliana conquista definitivamente il pubblico e la critica di mezzo mondo, ottenendo premi e riconoscimenti un po’ ovunque. La sua musica segna un punto d’incontro tra jazz, funk e folk minimale. Attraverso una sensibilità istintivamente pop, una voce calda e toccante, oltre che delle canzoni splendidamente melodiche, Fatoumata Diawara ha letteralmente reinventato i ritmi veloci e le melodie blues dell’ancestrale tradizione “wassoulou”.
Statuaria, superba, elegante, dotata di un sorriso radioso e naturale, autrice e compositrice di tutti i brani che interpreta, Fatou può già vantare collaborazioni con artisti di fama internazionale tra cui Damon Albarn («Africa Express»), Flea (Red Hot Chili Peppers), Dee Dee Bridgewater, Herbie Hanckock (per il progetto «Imagine Project», Grammy Award 2011) e Bobby Womack («The bravest man in the Universe», 2012). Se Joan Baez e Joni Mitchell hanno creato l’archetipo, diverse generazioni di artiste, da Tracy Chapman a Laura Marling, lo hanno mantenuto vivo. Non solo Fatoumata Diawara si riappropria di questa immagine in maniera forte e personale, ma la colloca letteralmente in una nuova era, in un’altra cultura, conferendo una prospettiva decisamente africana al concetto di cantautrice.
Toumani Diabate, John Paul Jones e Paul McCartney sono solo alcuni dei musicisti più noti rimasti affascinati dalle evidenti doti musicali di Fatou. La sua presenza d’altronde ha illuminato gli album «Rocket Juice & The Moon» (2012), inciso insieme a Damon Albarn, Tony Allen, Flea (Red Hot Chili Peppers), e, più recentemente, un “live” con il pianista cubano Roberto Fonseca, «At home – Live in Marciac» (2015). Senza dimenticare il successo della sua ultima apparizione in veste d’attrice, quel «Timbuktu» (in programmazione al Centro Culturale Candiani il 19 gennaio), del regista Abderrahmane Sissako, che ha riportato al centro dell’attenzione internazionale il carisma e la determinazione di un’artista davvero unica nel suo genere.

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