4 gennaio 2016

Rossana Casale “Round Christmas”
Rossana Casale (voce)
Francesco Consaga (sax soprano, flauto)
Emiliano Begni (pianoforte)
Ermanno Dodaro (contrabbasso)

Mogliano Veneto (Tv), Cinema–Teatro Busan, inizio ore 20.30
ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
apertura porte ore 20.00

È del 2009 il disco «Merry Christmas in Jazz», che Rossana Casale ha portato regolarmente in tournée nel mese di dicembre per almeno tre anni, accompagnata dal suo quartetto jazz (Luigi Bonafede, pianoforte, Aldo Mella, contrabbasso, Francesco Sotgiu, batteria, e Roberto Regis, sax). In quell’album la Casale raccoglieva i brani che il jazz ha regalato al Natale e li reinterpretava lasciando largo spazio all’improvvisazione, sua e dei suoi musicisti. Un concerto di musica, emozioni ed energia che ha ottenuto un grande successo, ma con il limite che i testi delle canzoni da interpretare erano stati scritti in anni dove il pensiero voleva essere semplice e leggero, al massimo malinconico, perché figlio del dopo guerra e della voglia di rinascita che caratterizzava il periodo.
A distanza di sei anni Rossana Casale propone ora un altro modo di parlare del Natale, e lo fa dopo il successo del tour «Il Signor G e l’amore», con il forte desiderio di far sì che siano ancora le parole a condurre il racconto, come ha fatto Gaber per lei. È sicuramente un Natale dove non possiamo girare la testa dall’altra parte, dove dobbiamo essere presenti e seri nel vivere. Ciò non vuole dire essere tristi ma anzi, come ci insegna il blues, vuol dire guardare in faccia il dolore, esser uomini capaci di creare un nuovo futuro. Il suo è un Natale dove c’è il bene ma c’è anche il male, dove, al di là delle vetrine illuminate, ci sono tante storie da raccontare, storie vere ed immaginate, da raccontare col sorriso ma anche a denti stretti.
Sono questi i motivi che l’hanno spinta a scegliere brani scritti da cantautori di diverse parti del mondo: Maria Bethania, Tom Waits, George Brassens, Gilberto Gil, Edith Piaf ed Henry Salvador. Come nel concerto dedicato a Giorgio Gaber la scaletta viene completata con la poesia di Fernando Pessoa (Poema do Menino Jesus) e di Gianni Rodari (Un abete speciale), cui fa seguito un passo tratto dall’intenso libro di Erri De Luca «Nel nome della madre», dove Maria, dopo aver partorito, sola con il suo piccolo, implora Dio di lasciare il suo Gesù a un futuro più normale. Il concerto si conclude con il gioco che la musica aiuta a regalare al pubblico (perché in fondo vogliamo essere tutti un po’ bambini a Natale), un bellissimo brano che cantava Luis Armstrong, Zat you Santa Claus ?.
Il trio è quello che Rossana chiama “la mia casa”, musicisti di grande talento ed eclettici che la accompagnano ormai da quasi dieci anni, dai tempi del «Circo Immaginario». C’è ancora moltissimo jazz, come vuole sempre Rossana Casale, perché “il jazz è il mio veicolo per esplorare la parte più buia e profonda dell’essere, che sia anche baratro ma verità dell’anima”. Amore per la musica afroamericana che l’ha portata a rinunciare ad opportunità professionali economicamente molto più gratificanti, ma che le ha fatto guadagnare l’ammirazione e la simpatia di moltissimi appassionati.

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