Comune di Venezia, Direzione Attività Culturali e Turismo
Centro Culturale Candiani
Caligola Circolo Culturale

CANDIANI GROOVE
Aprile 2015

venerdì 10 Aprile
BABA SISSOKO
JAZZ (R)EVOLUTION
con ANTONELLO SALIS & DON MOYE
Baba Sissoko voce, tamani, n’goni
Antonello Salis pianoforte, fisarmonica
Famadou Don Moye batteria, percussioni

ingresso: intero 15 euro – ridotto* 12 euro

ACQUISTA QUI

Mestre (Ve), Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani 7
Auditorium quarto piano
Inizio concerti ore 21.00

Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it
Profilo Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it – info@caligola.it
Facebook: facebook.com/pages/Caligola-Circolo-Culturale/198558337034

Prevendite
Biglietti acquistabili presso la biglietteria del Centro Culturale Candiani 041.2386126
e online sui siti candiani.comune.venezia.it e www.biglietto.it. La biglietteria è aperta con il seguente orario: martedì-domenica 16.00/ 20.00 fino alle 22.00 in occasione di spettacoli. Giorno di chiusura: lunedì.

Riduzioni per possessori Candiani Card e Carta Cinemapiù, IMG Card, Associazione Caligola, studenti

 GaT – Giovani a Teatro 2,50 www.giovaniateatro.it

Riduzioni per i possessori di JAZZIT card: info qui http://www.jazzit.it/jazzit-card-convenzioni.html

Con il concerto, realizzato in esclusiva italiana, verrà presentato in anteprima l’omonimo Cd “live” registrato dal trio a Bari e pubblicato da Caligola Records. L’album è anche il duecentesimo titolo di un catalogo che ha ormai 21 anni di vita; potrà essere acquistato in occasione del concerto al prezzo “speciale” di 10 euro

Siamo in presenza di un inedito, tellurico incontro fra tre “mostri sacri” della scena jazz internazionale, trio che non è esagerato definire una vera e propria “bomba musicale”!

“Famoudou” Don Moye, neroamericano di Rochester, classe 1946, rievoca una stagione tra le più intense e creative della musica jazz, avendo fatto parte dal 1970 della leggendaria formazione Art Ensemble of Chicago, che ha segnato in modo profondo trent’anni di storia della musica afroamericana e che solo la morte di Lester Bowie prima (1999), e di Malachi Favors poi (2004), è riuscita ad interrompere. L’AEoC – ascoltata più volte anche a Mestre – ha raccolto nel migliore dei modi la sfida lanciata negli anni ‘60 dal “free–jazz”, reinterpretandola in chiave decisamente originale.

A questa storico gruppo americano s’è affiancato più volte negli ultimi anni il musicista maliano Baba Sissoko, classe 1963, griot e polistrumentista, uno dei maggiori fautori del tentativo di fusione fra musica etnica e jazz, impegnato da anni nella diffusione della tradizione musicale del Mali nel mondo. Nell’Art Ensemble del “dopo–Bowie” Sissoko ha avuto modo di mescolare l’Amadran (musica che secondo molti ricercatori è all’origine del blues) con il jazz e le musiche popolari neroamericane, tentativo che ha avuto il suo apice in due memorabili dischi, «Bamako Chicago Express», del 2002, e «Reunion», dell’anno successivo.

Moye e Sissoko dividono questo suggestivo progetto con il pianista e fisarmonicista sardo Antonello Salis, classe 1950, ormai romano d’adozione, fra gli storici esponenti del jazz italiano più creativo, improvvisatore vulcanico ed incontenibile, noto anche per le sue frequenti collaborazioni con Paolo Fresu, Fabrizio Bosso e negli ultimissimi tempi con Stefano Bollani. Rileggendo la biografia del polistrumentista sardo si scoprirà che a cavallo fra gli anni ’70 ed ’80, quando era alla testa del gruppo Cadmo, è venuto più volte in contatto sia con Lester Bowie che con l’Art Ensemble. Alla luce di queste considerazioni quindi, il nuovo trio allestito da Baba Sissoko appare tutt’altro che azzardato.

In questo incontro ognuno dei tre musicisti cerca di riallacciare i legami con le radici della musica afroamericana, riattivando una serie di cortocircuiti storico–musicali.
Formatosi negli anni caldi del “free” e della rivolta nera, Don Moye è tra i musicisti americani che hanno compiuto il viaggio di “ritorno alle origini”, approfondendo la conoscenza della musica tradizionale africana. Da parte sua il più giovane Baba Sissoko ha unito la tradizione dei griot maliani alle musiche nere occidentali. Tra questi due artisti, la presenza di Antonello Salis non è assolutamente eccentrica, dal momento che il pianista sardo è per molti versi il più “fisico” ed africano dei jazzisti italiani, e sa muoversi con eccezionale creatività sui sentieri delle improvvisazioni più ardite.

Il trio, che Sissoko ha voluto chiamare “Jazz (R)evolution”, presenta in questo concerto, che anticipa un tour estivo, il suo primo disco, registrato lo scorso novembre al Festival Jazz di Bari ed appena pubblicato dalla nostra etichetta, Caligola Records. Sarà quindi una vera e propria anteprima dal vivo di un album che si preannuncia essere, con ogni probabilità, uno degli eventi discografici dell’anno, almeno qui in Italia.

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