Comune di Venezia, Direzione Attività Culturali e Turismo
Centro Culturale Candiani
Caligola Circolo Culturale

“Candiani Groove”
Febbraio 2015

Venerdì 20 febbraio, ore 21.00
CANZONI AL FEMMINILE

LUBJAN “Comincerò a parlare”
Lubjan (voce, chitarra acustica)
Floriano Bocchino (piano, Rhodes),
Stefano Calore (chitarre elettrica ed acustica)
Massimo Calore (synth,programming)

MARIA ROVERAN “Alle profonde origini delle rughe profonde”
Maria Roveran (voce)
Simone Chivilò (chitarre, tastiere, programming)
Piero Trevisan (basso elettrico)
Moreno Marchesin (batteria)

ingresso: intero € 10, ridotto € 7

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AUDITORIUM CENTRO CULTURALE CANDIANI
Piazzale Candiani 7 – MESTRE (VENEZIA)

Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it
Profilo Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it – info@caligola.it
Facebook: facebook.com/pages/Caligola-Circolo-Culturale/198558337034

Prevendite
Circuito biglietto.it acquistabile presso la biglietteria del Centro Culturale Candiani 041.2386126
e online sui siti candiani.comune.venezia.it e www.biglietto.it. La biglietteria è aperta con il seguente orario: martedì-domenica 16.00/ 20.00 fino alle 22.00 in occasione di spettacoli. Giorno di chiusura: lunedì.

Riduzioni per possessori Candiani Card e Carta Cinemapiù, IMG Card, Associazione Caligola, studenti

Riduzioni per i possessori di JAZZIT card: info qui http://www.jazzit.it/jazzit-card-convenzioni.html

***

Due donne ed artiste venete dalla personalità molto forte; due approcci diversi ma originali alla musica e alla canzone d’autore. Parliamo di Giovanna Lubjan (Padova, 1977), e di Maria Roveran (Favaro Veneto, 1988), che si alterneranno sul palco dell’auditorium Candiani di Mestre per presentare i loro due ultimi album (il primo sin qui per la Roveran; il terzo da leader per la cantautrice di Padova), pubblicati entrambi dall’etichetta veneziana Gutenberg Music, label nata nel 2010 in casa Caligola. Si tratta quindi di un doppio concerto che ha certamente numerosi motivi di interesse.

Di Lubjan si era parlato molto cinque anni fa, soprattutto dopo che una sua canzone, Back to a time, venne scelta come colonna sonora di un celebre spot televisivo della Daihatsu. Poi gli impegni figli della fresca maternità (Greta), proprio “nei paraggi” dell’ultimo importante lavoro, «Comincerò a parlare» (2013)  l’hanno tenuta un po’ fuori dalla scena concertistica, anche se in verità Lubjan non ha mai smesso di cantare, tanto forte è la passione per la musica e le canzoni, essenza stessa della sua vita. Il suo disco più recente è un’opera a lungo meditata, caratterizzata da testi forti, a volte crudi ma sempre profondamente onesti, capaci di svelare il lato più introverso e privato della sua ispirazione. L’incisione ha anche segnato una svolta artistica profonda nel percorso artistico di Lubjan: l’utilizzo quasi esclusivo – con le uniche eccezioni rappresentate dalla ripresa di una sua vecchia canzone e da uno standard – di testi in lingua italiana, cosa che era difficile da immaginare per chi si era fatta notare nei primi lavori per una spiccata ed inusuale propensione verso la scrittura in inglese, frutto anche di un lungo soggiorno giovanile a Eastbourne. Qualcuno era addirittura arrivato a etichettarla come cantautrice “british folk–rock“, definizione che appare oggi quanto mai datata. Al suo fianco i musicisti che l’hanno aiutata nella produzione dell’ultimo disco, in primis Floriano Bocchino, ma anche i fratelli Stefano e Massimo Calore.

Di undici anni più giovane, Maria Roveran sta diventando una protagonista importante del cinema italiano. Partita da Favaro Veneto, dopo due anni trascorsi all’Università di Fisica di Trieste, la Roveran ha cambiato completamente il corso della sua vita, decidendo fermamente di voler diventare un’attrice e di iscriversi quindi ai corsi di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. C’è stato prima il fortunato debutto, nel 2013, con «Piccola Patria» di Alessandro Rossetto, pellicola presentata alla Mostra del Cinema di Venezia, e quindi la rapida conferma, con «La foresta di ghiaccio» di Claudio Noce (fra gli interpreti anche Emir Kusturica e Adriano Giannini), film proiettato in anteprima nell’ottobre 2014 al Festival del Cinema di Roma. Premi, riconoscimenti, interviste: la strada del successo sembra essersi improvvisamente aperta davanti a lei, ma con una carta in più da giocare: la musica. Una passione giovanile, quella per la canzone, che non ha mai abbandonato e che anzi, grazie all’aiuto del cinema, ha ancora sviluppato. E’ una doppia anima, quella di Maria Roveran, attrice (anche di teatro, con il musical «Cinque allegri ragazzi morti») e cantante, che potrebbe costituire il valore aggiunto di una carriera professionale già gratificante, e che la recente pubblicazione di «Alle profonde origini delle rughe profonde» (2014), album del debutto, contribuisce a rinforzare. Al Candiani la cantautrice veneziana verrà accompagnata dagli stessi musicisti presenti nel disco, “in primis” il chitarrista e tastierista Simone Chivilò, tra gli artefici della registrazione, in cui sono contenute tre canzoni entrate in «Piccola Patria» ed una utilizzata nella colonna sonora di «La foresta di ghiaccio». Completano la formazione il bassista Piero Trevisan ed il batterista Moreno Marchesin.

Entrambi i dischi sono disponibili nel nostro shop:

LUBJAN “Comincerò a parlare”
MARIA ROVERAN “Alle profonde origini delle rughe profonde”

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