Comune di Venezia, Assessorato alle Attività Culturali
Centro Culturale Candiani
Caligola Circolo Culturale

“Candiani Groove”
aprile 2014

giovedì 24 aprile, inizio ore 21.00

CHES SMITH & THESE ARCHES
UNICA DATA IN ESCLUSIVA PER IL NORD ITALIA
Tim Berne (sax alto), Tony Malaby (sax tenore), Mary Halvorson (chitarra),
Andrea Parkins (fisarmonica, elettronica), Ches Smith (batteria)

posto unico : € 15 intero, € 12 ridotto

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AUDITORIUM CENTRO CULTURALE CANDIANI
Piazzale Candiani 7 – MESTRE (VENEZIA)

Informazioni
Centro Culturale Candiani, tel. 041.2386126, candiani.comune.venezia.it
Profilo Facebook: facebook.com/Centro.Culturale.Candiani
Caligola, cell. 340.3829357 – 335.6101053, fax 041.962205, www.caligola.it – info@caligola.it
Profilo Facebook: facebook.com/caligola.circolo ; pagina fan: facebook.com/pages/Caligola-Circolo-Culturale/198558337034

Prevendite
Circuito biglietto.it acquistabile presso la biglietteria del Centro Culturale Candiani 041.2386126
e online sui siti candiani.comune.venezia.it e www.biglietto.it. La biglietteria è aperta con il seguente orario: martedì-domenica 15.30/ 19.30 fino alle 22.00 in occasione di spettacoli. Giorno di chiusura: lunedì.

Riduzioni per possessori Candiani Card e Carta Cinemapiù, IMG Card, Associazione Caligola, studenti

Riduzioni per i possessori di JAZZIT card: info qui http://www.jazzit.it/jazzit-card-convenzioni.html

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CHES SMITH: DAL ROCK AL JAZZ, PERCUSSIONI IN LIBERTA’ 

Ches Smith è forse il prototipo dell’ultima generazione di jazzisti americani d’avanguardia, non inquadrabili in un preciso stile, impegnati a scoprire sempre nuove possibilità espressive nei più diversi ambiti. Californiano, classe 1973, nato a San Diego e cresciuto a Sacramento, è subito attratto dalla scena punk e metal. Dimostra di saper unire grande tecnica percussiva ad una non comune intelligenza compositiva, arrivando molto presto a guidare proprie formazioni. Il suo primo importante ingaggio professionale è con il Convulsant Trio del bassista Trevor Dunn, e subito dopo suona con rock band come Xiu Xiu e Secret Chiefs 3. Si avvicina sempre di più all’ambiente dell’avanguardia jazzistica, ed ha così modo di collaborare con improvvisatori del calibro di Fred Frith, Wadada Leo Smith e John Tchicai. Da qualche anno a questa parte Smith gravita ormai stabilmente nella scena di Brooklyn, dov’è valorizzato in particolare da due fra i più rispettati maestri del jazz contemporaneo, Tim Berne e Marc Ribot, che lo vogliono batterista nei loro gruppi, rispettivamente i Los Totopos ed i Ceramic Dog (formazione passata l’anno scorso al Candiani). Il batterista californiano  suona stabilmente anche nel gruppo di Mary Halvorson (è infatti presente negli album «Dragon’s Head» e «Bending Bridges») e nel quartetto di Darius Jones. Nel 2006 incide un disco in “solo”, l’eccellente «Congs For Brums», e tre anni dopo decide di costituire una nuova formazione stabile, i These Arches, che debutta nel 2010 con l’album  «Finally Out Of My Hands», accolto dagli unanimi consensi della critica. Suonano con lui il sassofonista Tony Malaby, veterano della scena jazzistica newyorkese, la giovane ma già affermata chitarrista Mary Halvorson, allieva di Anthony Braxton, e l’eclettica fisarmonicista Andrea Parkins, molto abile anche nelle manipolazioni elettroniche. Tre anni dopo, nell’aprile 2013, esce un nuovo lavoro della band, disco ancor più interessante e maturo, «Hammered», dove al collaudato quartetto si aggiunge efficacemente il maestro Tim Berne, con cui peraltro Ches Smith aveva avuto modo di incidere lo splendido «Snakeoil» (Ecm). L’interazione, a tratti magica, fra i sassofoni di Malaby e Berne marchia profondamente tutto l’album, sospeso in una sorta di precario equilibrio tra avanguardia jazzistica e rock sperimentale. Nella nuova incisione sono presenti due omaggi per lui molto importanti: uno è Philip Wilson, scritto per l’omonimo batterista scomparso qualche anno fa, duttile come pochi altri, capace di passare con disinvoltura da Julius Hemphill alla Paul Butterfield Blues Band; l’altro è Frisner, dedicato al batterista voodoo haitiano Augustin Frisner, deceduto nel 2012, che è stato uno dei più importanti maestri di Smith.

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