Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con Caligola Circolo Culturale

SPAZI JAZZ al BOMBEN
novembre-dicembre 2013

Giovedì 5 Dicembre
BLUE AFRICA
Claudio Cojaniz (pianoforte), Franco Feruglio (contrabbasso)

Auditorium della Fondazione Benetton Studi Ricerche
Palazzo Bomben
Via Cornarotta 7, Treviso

Inizio concerti ore 21.00.
Biglietti intero € 8, ridotto € 5 (under 25, over 65)

Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Cornarotta 7-9 Palazzo Bomben; tel. 0422.5121, fax 0422.579483
www.fbsr.it e–mail: fbsr@fbsr.it
Associazione Caligola, cell. 340.3829357, 335.6101053; fax 041.962205
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CHI LO DESIDERA PUò PRENOTARE IL PROPRIO BIGLIETTO ALLA NOSTRA MAIL INFO@CALIGOLA.IT E TELEFONANDOCI AI NUMERI 340.3829357, 335.6101053.

Chiude il ciclo concertistico autunnale di Palazzo Bomben, giovedì 5 dicembre alle ore 21.00, esattamente due settimane dopo Secret Keeper, un altro interessante duo, fresco protagonista di un disco intenso e convincente, «Blue Africa» (Caligola 2177). I friulani Claudio Cojaniz, pianoforte – da almeno vent’anni autorevole protagonista del jazz italiano –  e Franco Feruglio, prezioso contrabbassista, che il jazz ha spesso “prestato” alla musica contemporanea, dove ha affinato la sua già superba tecnica con l’archetto, affrontano un suggestivo viaggio attraverso le diverse tradizioni musicali africane, rivisitate però con l’originale creatività di un improvvisatore del nostro tempo. Non è, la loro, un’Africa da cartolina, oleografica e stereotipata: la musica del duo – che guarda con rispetto anche a Abdullah Ibrahim e Randy Weston  – viaggia con piglio originale tra nenie materne ed infantili, melodie ipnotiche, evocazioni di blues astrali e danze rituali.

La cultura africana – peraltro già presente nei due precedenti lavori discografici del pianista friulano, sia in «Howl», con la NION Orchestra (African Market e Medicine Man), che in «The hearth of the Universe», alla testa dell’A.P. Trio (A.P. dance, Great spirit e Teacher in the Universe) – è, per il suo jazz originale e creativo, soprattutto una fonte d’ispirazione, come lo sono il blues, il boogie, le danze caraibiche, Duke Ellington e Thelonious Monk. Questo è il settimo album inciso per Caligola Records da Claudio Cojaniz, che torna all’Africa, ovvero alle radici del jazz, e così commenta questo suo  nuovo, meditato ed intenso lavoro: “Il duo si esprime su atmosfere d’Africa, viaggiando in modo originale, senza rifare il verso a questa grande e variegata cultura, non c’è nessuna invasione: con grande rispetto, invece, ne trae fonte d’ispirazione e la reinterpreta. L’Africa come grande e amorevole Madre quindi, presente ed eterna. Una grande Arte questa che sa riportarci dentro un gioco antidepressivo e serio, come seri sono i bambini quando giocano… intanto l’uomo bianco è sempre più scolorato.”.

Ma è invece ricca di colori la sua musica, una tavolozza che va dal rosso fuoco di Lion’s trip, al rosa tenue di At nightfall, ballad con mood jazzistico dai toni crepuscolari. Ma è soprattutto il contrabbasso suonato con l’archetto da Feruglio a conferire un andamento maestoso alle melodie ipnotiche di Shining Kilimanjaro, Ya–Hamba, sommessa preghiera, e Freedom & flowers, che ha le cadenze di una dolce ninna–nanna. Ma il “bambino” che c’è in Cojaniz ha improvvisi scatti, sa sognare ma anche correre a perdifiato, sa accelerare i ritmi, per tornare ad un blues più energico con DK blues e Quicksand, brani in cui tornano i riferimenti a Monk ed a Ellington, riuscendo infine a coinvolgerci nella gioiosa danza caraibica di Gerson “the dog” rumba.

Ascolta un’anteprima di Blue Africa qui

una recensione dal mensile Musica Jazz, qui:

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