Cooperativa Con-tatto e Comune di Venezia
in collaborazione con Caligola

Festival dei Matti 2013
Quinta Edizione
ESÌLI

8-9-10 Novembre
a Venezia

DELIRIO AMOROSO
lettura semiscenica
di e con LICIA MAGLIETTA
su testi di ALDA MERINI

VENEZIA, Teatro Goldoni
Sabato 9 novembre, inizio ore 21.30

Prevendite online: www.teatrostabileveneto.it. Diritto di prevendita 2 euro.
Prevendita Teatro Goldoni: da lunedì a venerdì 10.00-13.00 e 15.00- 18.30 (Chiusura 1 novembre)
Vendita Teatro Goldoni: sabato 9 novembre 19.00-21.30 / domenica 10 novembre 16.00-18.00. Biglietti: intero 10 euro – ridotto 8 euro (under 25, over 65). biglietteria teatro: Tel. 041.2402014

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Il monologo con musiche Delirio amoroso è stato realizzato da Licia Maglietta nel 1995. Racconta la stessa autrice ed interprete: «Avevo letto e poi raccolto a partire dall’inizio degli anni ‘90 quasi tutta l’opera di Alda Merini, e da allora avevo sentito il desiderio di poter leggere a teatro parte della sua poesia e della sua prosa. Ho voluto quindi incontrarla ed è nata così una profonda e divertita amicizia. Ho capito allora che ciò su cui stavo lavorando poteva diventare un momento di teatro. L’ironia che spesso, per fortuna mi accompagna, ha incontrato la sua».
L’attrice napoletana di Pane e tulipani è rimasta colpita soprattutto da alcune riflessioni fatte dalla Merini sull’ironia, di cui riportiamo un estratto: «L’ironia mi salva. In situazioni assurde mi è capitato di scoppiare in terribili risate. Ma solo la poesia è in grado di redimermi. Nei momenti più tragici un solo verso è stato capace di portarmi verso la salvezza ed una fragorosa risata ha aggiustato tutto … Maria Corti dice che non ho ancora aperto il conto di fiducia con me stessa … mi viene in mente che non ho aperto neanche il conto corrente in banca …».
Licia Maglietta ha capito, grazie a queste parole, che poteva finalmente mettere insieme poesie, teatro, amori … E’ nato così Delirio amoroso, monologo dedicato ad Alda Merini, storica produzione di Teatri Uniti che, benché rappresentato in ogni angolo d’Italia per circa un decennio a partire dal 1995, si sposa perfettamente al tema del Festival dei Matti (quinta edizione) dedicato quest’anno agli “Esili”. Per la rassegna veneziana verrà quindi offerta una versione in forma di “lettura semiscenica” di Delirio amoroso, lavoro che peraltro l’attrice partenopea aveva già ripreso nel 2010, al Teatro Parenti di Milano, qualche mese dopo la morte della poetessa (21/03/1931–01/11/2009). Giustificata è quindi la grande attesa che circonda questa riedizione del monologo, proposta in esclusiva italiana il prossimo 9 novembre nel prestigioso Teatro Goldoni di Venezia.
Per l’edizione milanese del monologo, la Maglietta aveva concesso un’intervista al Corriere della Sera che è interessante riproporre in quest’occasione. «Torno al mio “delirio” per ricordare Alda. Non voglio dimenticare la sua ironia. Ora che non c’ è più, mi sembra di recitare con più libertà. C’è malinconia, eppure non mancano momenti leggeri e divertenti. Quando le mostrai per la prima volta il mio lavoro temevo che potesse non gradire, invece lei non solo approvò ma mi incoraggiò. Ne è nato un rapporto di stima e di amicizia; abbiamo anche recitato insieme. Si tratta, più che di un’opera di Alda Merini, di un monologo nato da un mio montaggio di testi, un lavoro drammaturgico originale a partire da poesie e prose della poetessa …».
Lo spettacolo, long seller della scena teatrale italiana, non è cambiato di molto nel tempo, pur avendo giocoforza subito dei nuovi innesti. Precisa sempre nella stessa intervista Licia Maglietta: «dopo molti anni che non lo proponevo l’ho voluto affrontare da capo. Nel frattempo sono accadute molte cose, la differenza principale è che ora Alda non c’è più, e non è poco. Un fatto che ammanta quest’omaggio di malinconia, anche se non mancano momenti leggeri e divertenti. Forse è lo spirito con cui lo porto in scena che oggi è molto diverso. Tanto che mi sembra di recitare il “Delirio” con maggior libertà, e di sentirlo ogni volta più mio».
Dei testi poetici della Merini l’attrice di Pane e Tulipani dice ancora: «dall’esordio letterario nel dopoguerra alle tempestose relazioni sentimentali: nel lavoro ci sono pezzi di vita e di poesia, le parti sulla dolorosa esperienza in manicomio e le parole appassionate sull’amore, ma soprattutto c’è quel modo unico di guardare il mondo. Sono rimasta affascinata dalla sua capacità di avere uno sguardo alto e ironico sulla vita. Alda sembrava voler sempre ricordare che una risata, alla fine, l’aveva risollevata. E’ forse proprio questo l’insegnamento più importante che mi ha lasciato …».

www.festivaldeimatti.org
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