CANDIANI GROOVE
Ottobre – Dicembre 2013

mercoledì 30 ottobre, ore 21.30
DAVE DOUGLAS QUINTET
Dave Douglas (tromba), Jon Irabagon (sax tenore), Luis Perdomo (pianoforte), Linda Oh (contrabbasso), Rudy Royston (batteria)
posto unico: euro 15 intero, euro 12 ridotto

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AUDITORIUM CENTRO CULTURALE CANDIANI
Piazzale Candiani 7 – MESTRE (VENEZIA)

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Prevendite
Circuito biglietto.it acquistabile presso la biglietteria del Centro Culturale Candiani 041.2386126
e online sui siti www.centroculturalecandiani.it e www.biglietto.it. La biglietteria è aperta con il seguente orario anche la domenica: 10.30 – 12.30 / 15.30 – 22.00.

Dave Douglas (Montclair, New Jersey, 1963) non è solo un acclamato protagonista della scena downtown newyorchese, ma anche una delle figure più rappresentative del panorama jazz degli ultimi vent’anni. Imprevedibile esploratore del jazz contemporaneo, il trombettista si fa apprezzare soprattutto per la capacità di sviluppare un percorso creativo (la riprova arriva dalla miriade di progetti paralleli, portati avanti con il medesimo grado di abnegazione, e contraddistinti ognuno da una propria specificità), seguendo direzioni e linguaggi diversi, ispirati dalle passioni per giganti come Miles Davis e John Coltrane, ma anche per autori come Aaron Copland, Igor Stravinskij e persino Stevie Wonder. Anche con quest’ultimo quintetto, di scena mercoledì 30 ottobre al Candiani di Mestre, Douglas non viene meno al proprio DNA musicale.
Dopo essersi perfezionato alla Berklee School of Music ed al New England Conservatory, il trombettista si trasferisce e si laurea alla New York University. La prima importante esperienza professionale lo vede a fianco del celebre pianista Horace Silver, con cui nel 1987 compie il suo primo tour europeo. Dall’anno successivo inizia a collaborare con jazzisti più giovani e sperimentali, come Don Byron e Tim Berne, ma una notorietà ancor più vasta gli arriva quando, nel 1993, entra nel quartetto Masada, diretto da John Zorn ed attivo sino al 2004, che opera un’originale ed esplosiva commistione fra il jazz del primo Ornette Coleman (quello dei quartetti con Don Cherry) e la musica popolare di tradizione ebraica. Il 1993 è un anno sicuramente importante, anche perché è quello che vede il suo esordio discografico come leader. In «Parallel worlds» – questo il titolo dell’album – il trombettista è affiancato da un trio di corde ed, oltre a presentare proprie composizioni, affronta la musica di Webern, Weill e Stravinsky. Forma in seguito il gruppo Tiny Bell Trio ed un sestetto a suo nome, che mostrano cosa intenda Douglas quando parla di “Balkan improvisations”, ma anche e soprattutto tutta la sua straordinaria abilità nel mescolare il jazz al folklore dell’Europa Orientale. Dall’omaggio al trombettista Booker Little a «Sanctuary» (1996), registrato con Cuong Vu e Anthony Coleman, da «Charms of the night sky», dove tornano le contaminazioni con la musica klezmer e balcanica, grazie anche alla presenza del fisarmonicista Guy Klucevsek – gruppo che registra un secondo disco nel 2000 – a «Soul on Soul», dello stesso anno, tributo alla pianista Mary Lou Williams, Dave Douglas si impone sempre di più come uno dei musicisti di punta del nuovo jazz americano, distinguendosi soprattutto per la sua non comune disinvoltura nel frequentare stili ed ambiti musicali fra loro anche molto diversi, ma riuscendo a trovare sempre di più una sua originale e riconoscibile cifra espressiva. Nell’ultimo periodo – quello della definitiva consacrazione – Douglas esplora con vorace curiosità sia il jazz elettrico, alla testa di un gruppo denominato Keystone, sia quello acustico, prima con Nomad, inconsueto quintetto completato da clarinetto, violoncello, tuba e batteria, e poi con Brass Ecstasy, formazione di soli fiati. Nel 2005 il trombettista fonda una propria etichetta discografica, Greenleaf Music, attraverso cui controlla ancor oggi tutte le sue produzioni e quelle di molti musicisti a lui vicini.
Gli ultimi due lavori vedono all’opera l’affiatato quintetto di scena al Candiani (unico cambiamento è la presenza del pianista Luis Perdomo al posto di Matt Mitchell), che sembra riportare la musica di Douglas verso un neo–bop aperto e moderno, non di maniera. Siamo infatti in presenza di un jazz acustico spesso ai limiti della tonalità, che ha forse come principali punti di riferimento i quintetti davisiani degli anni ’60 ed il più recente quartetto di Wayne Shorter. Al gruppo, completato dal sassofonista Jon Irabagon, dal pianista Matt Mitchell, dalla contrabbassista Linda Oh e dal batterista Rudy Royston, si aggiunge in «Be Still» (2012), la giovane cantante e chitarrista Aoife O’Donovan. Il quintetto è invece l’unico protagonista dell’ultimo riuscito lavoro, «Time Travel» (2013), che Dave Douglas sta promuovendo in un lungo tour europeo (quella di Mestre é la prima data italiana), con cui festeggia nel miglior modo i 50 anni di età ed i 20 di attività come leader. Proponiamo, di seguito, un estratto della recensione dell’ultimo disco effettuata dal critico Enrico Bettinello per il sito All About Jazz Italia. “Giunto al traguardo dei cinquant’anni, il trombettista Dave Douglas sembra avere trovato una sua significativa classicità. Il suo attuale quintetto è una vera è propria working band con cui sta costruendo un progetto coerente e significativo, di cui «Time Travel» (2013) costituisce un nuovo capitolo dopo «Be Still» (2012), disco che era molto caratterizzato dalla presenza della voce di Aoife O’Donovan. Con questo “viaggio nel tempo,” si può dire che Douglas sintonizzi le manopole sul passato, ma che per una serie di paradossi spazio/temporali si ritorni sempre alla più stretta contemporaneità. Sia per strumentazione che per scrittura, infatti, il disco si connette alla via maestra della tradizione post–bop, con temi angolosi e sempre intelligenti e un altissimo grado di interplay all’interno delle strutture date. Forse i fan del Douglas più irrequieto, elettrico ed esplorativo potrebbero trovare la scelta un po’ di retroguardia, ma «Time Travel» è in un certo senso un naturale sviluppo della scrittura del trombettista, che a partire dalle riflessioni sulla musica di Shorter, Mary Lou Williams e Booker Little, ha continuato a rifinire il rapporto tra scrittura e improvvisazione. Funziona innanzitutto benissimo l’intero ingranaggio ritmico–armonico, con il piano di Matt Mitchell molto incisivo e la coppia ritmica Linda Oh / Rudy Royston che garantisce una flessibilità sempre fresca alla scrittura del leader. Ma funziona soprattutto la dialettica tra i fiati, con il sassofonista Jon Irabagon che si conferma solista travolgente, fra pirotecnici citazionismi ed un lavoro timbrico sempre sul confine con le tecniche più avventurose. In questo quadro Douglas può cesellare i propri interventi in modo quasi chirurgico, ma così naturale e necessario che la musica acquista calore…”.

Ascolta l’album qui:

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CANDIANI GROOVE prosegue con

Domenica 17 Novembre, inizio ore 18.00
DEBADEMBA
Mohamed Diaby (voce), Abdoulaye Traoré (chitarre), Christian Bango (bass), Philippe Monange (keyboard), Yves William Ombe Monkama (drums)

Domenica 24 Novembre, ore 18.00
THE BAD PLUS
Ethan Iverson (pianoforte), Reid Anderson (contrabbasso), Dave King (batteria)

Domenica 15 Dicembre, ore 18.00
PEDRO KOUYATE’ & MANDINKA TRANSE ACOUSTIQUE
Pédro Kouyaté (voce, chitarre, percussioni), Florent Dupuit (sassofoni, flauto), Nelson Hamilcaro (basso elettrico), Renault Ollivier (batteria, calebasse, cori)

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Centro Culturale Candiani

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