Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con Caligola Circolo Culturale

SPAZI JAZZ al BOMBEN
novembre-dicembre 2013

Giovedì 7 Novembre
RICCARDO CHIARION QUARTET
Michele Polga (sax tenore), Riccardo Chiarion (chitarra elettrica),
Alessandro Turchet (contrabbasso), Luca Colussi (batteria)

Giovedì 21 Novembre
SECRET KEEPER
Mary Halvorson (chitarra elettrica), Stephan Crump (contrabbasso)

Giovedì 5 Dicembre
BLUE AFRICA
Claudio Cojaniz (pianoforte), Franco Feruglio (contrabbasso)

Auditorium della Fondazione Benetton Studi Ricerche
Palazzo Bomben
Via Cornarotta 7, Treviso

Inizio concerti ore 21.00.
Biglietti intero € 8, ridotto € 5 (under 25, over 65)

Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Cornarotta 7-9 Palazzo Bomben; tel. 0422.5121, fax 0422.579483
www.fbsr.it e–mail: fbsr@fbsr.it
Associazione Caligola, cell. 340.3829357, 335.6101053; fax 041.962205
www.caligola.it e–mail: info@caligola.it

CHI LO DESIDERA PUò PRENOTARE IL PROPRIO BIGLIETTO ALLA NOSTRA MAIL INFO@CALIGOLA.IT E TELEFONANDOCI AI NUMERI 340.3829357, 335.6101053.

Dopo due fortunate stagioni estive, che hanno avuto per cornice il suggestivo giardino di Palazzo Bomben, gli “Spazi Jazz” promossi dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con la collaborazione di Caligola, tornano nell’acustico e confortevole auditorium per tre concerti ricchi di motivi d’interesse.
A rompere il ghiaccio sarà il goriziano Riccardo Chiarion, chitarrista completo e raffinato, nonché apprezzato docente. Si laurea al Conservatorio di Trieste, sotto la guida di Glauco Venier, e si mette in luce suonando con jazzisti del calibro di Kenny Wheeler, John Taylor, Chris Laurence, ma anche, per tre anni, nel quartetto di Pietro Tonolo. Dopo una serie di riuscite collaborazioni discografiche, Chiarion decide finalmente di mettersi in gioco come leader, registrando nel 2010 in quartetto «Sirene», album di un musicista già pienamente maturo e personale, cui fa seguito a distanza di due anni l’ancor più riuscito «Mosaico». Molte le analogie tra i due dischi: le responsabilità compositive, ad esclusivo appannaggio del leader, la presenza del batterista Luca Colussi, ma anche la scelta della formazione, in entrambi i casi un quartetto con il sax tenore. Nell’ultima incisione cambiano però sia il contrabbassista – a Stefano Senni subentra infatti Alessandro Turchet – sia il sassofonista, con Pietro Tonolo al posto del più giovane Michele Polga, che affiancherà comunque il chitarrista di Gorizia nel concerto del 7 novembre.
Si presenta come un vero e proprio evento il concerto di venerdì 21, prima data italiana di Secret Keeper, nuovo entusiasmante duo formato da Mary Halvorson, chitarra elettrica, e Stephan Crump, contrabbasso, due fra i più interessanti talenti della nuova scena newyorkese, in tour per promuovere il loro primo album, lavoro intimo e riflessivo, «Super eight», pubblicato dalla tedesca Intakt. Dopo l’importante esperienza con Anthony Braxton, la giovane chitarrista americana si sta facendo apprezzare per l’originale approccio strumentale e l’incontenibile fantasia improvvisativa, ma anche per le sue non comuni qualità di leader. Il trio, che dal 2008 la vede affiancata al contrabbasso di John Hebert ed alla vulcanica batteria di Ches Smith, è diventato, con l’aggiunta della tromba di Jonathan Finlayson e del sax di Jon Irabagon un pregevole quintetto, che ha già all’attivo due album, «Saturn sings» e «Bending bridges». Analogo è il percorso affrontato da Crump, leader dell’apprezzato Rosetta Trio, ma anche contrabbassista del trio di Vijay Iyer, pianoforte, che per l’etichetta tedesca aveva già registrato un riuscito duo con il sassofonista Steve Lehman.
Chiude il ciclo concertistico di Palazzo Bomben giovedì 5 dicembre un altro duo, fresco protagonista di un disco intenso e convincente, «Blue Africa». I friulani Claudio Cojaniz, pianoforte – da almeno vent’anni autorevole protagonista del più creativo jazz italiano – e Franco Feruglio, contrabbasso – che il jazz ha spesso “prestato” alla musica contemporanea, dove ha affinato la sua già superba tecnica con l’archetto – affrontano un suggestivo viaggio attraverso le diverse tradizioni musicali africane, rivisitate però con l’originale creatività di un improvvisatore del nostro tempo. Non è, la loro, un’Africa da cartolina, oleografica ed auto compiaciuta; la musica del duo – che guarda con rispetto ad Abdullah Ibrahim (alias Dollar Brand) – viaggia in modo originale tra nenie materne ed infantili, melodie ipnotiche, evocazioni di blues astrali e danze rituali. La cultura africana – peraltro già presente negli ultimi lavori del pianista friulano, «Howl», con la NION Orchestra, e «The hearth of the Universe», con l’A.P. Trio, è soprattutto una fonte di ispirazione, come lo sono il blues, il boogie, le danze caraibiche, Duke Ellington e Thelonious Monk.

Una preview dei nostri album, ascoltabile qui

Qui i link al nostro shop per «Mosaico» e «Blue Africa»

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