Comune di Venezia-Assessorato alle Attività Culturali, Centro Culturale Candiani e Caligola Circolo Culturale

JAZZ GROOVE
gennaio-marzo 2013

     

giovedì 7 marzo, inizio ore 21.30
MARCELLO TONOLO TRIO & CHRIS CHEEK
Chris Cheek, sax tenore
Marcello Tonolo, pianoforte
Marco Privato, contrabbasso
Jimmy Weinstein, batteria

Domenica 24 marzo, inizio ore 18.00
GIOVANNI GUIDI NEW QUINTET
Shane Endsley, tromba
Dan Kinzelman, sax tenore
Giovanni Guidi, pianoforte
Thomas Morgan, contrabbasso
Gerald Cleaver, batteria

MESTRE (VE), Auditorium del Centro Culturale Candiani (IV° piano)

Posto unico non numerato: biglietti interi 10 euro, ridotti 7 euro (riduzioni per i possessori di Candiani Card e Carta CinemaPiù, per gli under 20 e gli studenti under 25)
Prevendite: presso la biglietteria del Centro Candiani (tel. 041.2386126) e on line sui siti
http://candiani.comune.venezia.it e www.biglietto.it (diritto di prevendita 1 euro)
Informazioni: Centro Culturale Candiani, P.le Candiani 7, Mestre (Ve), tel. 041.2386126, fax 041.2386112; Caligola Circolo Culturale, Via N.Sauro 1/B, Mestre (Ve), fax 041.962205, cell. 340.3829357

Riduzioni per i possessori di JAZZIT card: info qui http://www.jazzit.it/jazzit-card-convenzioni.html

Dopo i prestigiosi concerti di Omar Sosa in gennaio e Marc Ribot in febbraio, si intensifica a partire da marzo il calendario di “Jazz Groove”, proponendo due appuntamenti con artisti forse meno famosi ma meritevoli di altrettanta attenzione. Si tratta in entrambi i casi di incontri, ormai sempre più frequenti, fra jazzisti italiani ed americani, a testimoniare, se mai ce ne fosse bisogno, l’alto livello raggiunto dal nostro jazz, che si trova da qualche anno ai vertici del panorama europeo, ma non solo.
Giovedì 7 marzo il pianista miranese Marcello Tonolo, classe 1955, incontra con il suo collaudato trio il celebre sassofonista americano Chris Cheek, noto agli appassionati italiani per la sua lunga militanza nel gruppo di Paul Motian (dal 1994 al 2004), con cui ha registrato sei album. Molto attivo nel campo della composizione, arrangiamento e direzione orchestrale, Tonolo è anche un pianista di spessore, forse sottovalutato. Gli impegni prima in Music on Poetry, quindi nella Thelonious Monk Big Band, ma anche la sua apprezzata attività di sideman, hanno fatto passare in secondo piano il suo talento pianistico, che trova proprio nella formula del trio il contesto ideale in cui esprimersi. A dieci anni da «On the wings», registrato in trio con Guido Torelli e Massimo Chiarella, Marcello Tonolo realizza, a solo un anno di distanza, due splendidi album, accompagnato dal giovane ma solido contrabbassista Marco Privato e dal più esperto batterista americano Jimmy Weinstein, da qualche anno stabilitosi a Padova, in grado come pochi di abbinare fantasia ritmica e musicalità, qualità mediate dalle non troppo lontane frequentazioni dell’avanguardia newyorkese. Prima «Lazy afternoon», poi «Second take», pubblicati entrambi da Caligola Records – dischi in cui il trio reinterpreta esclusivamente standard, hanno finalmente riportato il pianista veneto all’attenzione degli addetti ai lavori, facendogli ottenere riconoscimenti pienamente meritati. Ci sono tutti i presupposti perché l’aggiunta di Chris Cheek rappresenti qualcosa di più che una semplice curiosità od una piacevole session. Per sonorità e caratteristiche tecniche il sax tenore di Cheek, nato a St.Louis nel 1968, non sembra poi lontano dallo stile e dalla sensibilità artistica di Marcello Tonolo. Giova ricordare che il sassofonista americano non è solo un apprezzato sideman, con alle spalle una sessantina di album, ma anche un leader originale ed efficace, che ha firmato, a partire dal 1997, una decina di dischi a suo nome, avvalendosi della collaborazione di jazzisti del calibro di Kurt Rosenwinkel e Jorge Rossy, Ethan Iverson e Mark Turner, Marc Johnson e Brad Mehldau, solo per fare qualche nome.
Se il quartetto di Tonolo è in maggioranza italiano, il nuovo quintetto del giovane ma già affermato pianista umbro Giovanni Guidi, classe 1985, è interamente completato da musicisti americani. Messosi in luce appena ventenne in uno dei gruppi guidati dal celebre trombettista Enrico Rava, oggi Guidi non è più una rivelazione: in pochi anni ha compiuto passi da gigante, trovando una propria strada – fatta di progettualità e di lucida consapevolezza delle scelte artistiche – che lo sta portando ad affermarsi, oltre che come pianista, in qualità di leader e di arrangiatore. E’ degno di nota a tal proposito «The Unknown Rebel Band» (2009), disco che lo vede alla testa di un largo ensemble, ricco di espliciti riferimenti orchestrali agli anni ’60 e ’70, dalla Liberation Music Orchestra di Charlie Haden alla big–band di Carla Bley ed alle formazioni di Charles Mingus. Non è certo un caso che musicisti illuminati come Rava e Gianluca Petrella l’abbiano voluto al loro fianco ed a lui difficilmente rinuncino.
In quintetto il pianista di Foligno ha registrato sin qui un unico disco, «We Don’t Live Here Anymore» (Cam Jazz, 2010). La coppia ritmica è rimasta la stessa e comprende Thomas Morgan, contrabbasso, e Gerald Cleaver, batteria, mentre rispetto al disco è completamente cambiata la “front line” dei fiati. Al posto del sassofonista Michael Blake e del trombonista Gianluca Petrella ci sono oggi Dan Kinzelman (sax tenore), americano ormai trasferitosi stabilmente in Italia, ed il giovane trombettista Shane Endsley. Questo “nuovo” quintetto, alla sua seconda tournée europea – la prima risale al maggio 2012 – dimostra di sapersi muovere con estrema libertà in ambiti in cui viene privilegiato l’aspetto ritmico, in linea con le più recenti tendenze dell’aerea newyorkese, senza però mai perdere di vista quell’attenzione per la melodia, quel lirismo e quella cantabilità, che sono poi i tratti salienti della personalità di Giovanni Guidi.

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