Città di Venezia, Assessorato alle Attività Culturali, Centro Culturale Candiani, Caligola

JAZZ GROOVE 2013
gennaio – marzo

Domenica, 20 Gennaio, ore 18.00
MESTRE (VE), Auditorium del Centro Culturale Candiani (IV° piano)
OMAR SOSA piano-solo

Nato nel 1965 a Camagüe (Cuba), Omar Sosa studia percussioni al Conservatorio dall’età di otto anni. Continua il suo percorso formativo alla Scuola Nazionale di Musica dell’Avana e quindi all’Istituto Superiore d’Arte, dove si diploma in armonia e composizione. Solo più tardi, forte di queste basi teoriche, si avvicina al pianoforte, che diventa presto il suo strumento preferito. Cresciuto nella più tradizionale cultura cubana, scopre ben presto il jazz, il pop, il funk, grazie anche ai programmi radiofonici americani. Sono gli anni in cui i musicisti emigrati tornano con cassette e dischi: il paese si apre all’estero ed Omar ne approfitta. Il genere che maggiormente lo affascina è il jazz: sente che oltre che una musica é una vera filosofia di vita, una scuola di libertà. Ascolta molti pianisti, soprattutto Thelonious Monk, ma studia anche Charlie Parker e John Coltrane.
Nel 1993 emigra in Ecuador, a Quito, dove scopre un’espressione folklorica originale, fortemente attaccata alle radici africane. Inizia quindi a concepire una musica sincretica, in grado di conciliare tutti i diversi linguaggi generati dalla diaspora africana. Capisce che lo swing, la danza, il rapporto con il corpo sono qualità essenziali che si trovano nel jazz e nelle musiche portoricana, caraibica, cubana, ma soprattutto che, al di là delle differenze stilistiche, tutti questi generi hanno un’origine comune. Si trasferisce prima in Spagna, a Palma di Maiorca, quindi, nel 1995, a San Francisco, dove s’impone presto come uno degli esponenti più carismatici della scena del jazz latino. Nel 1996 esce il suo primo disco negli Stati Uniti, seguito nel 1997 dallo straordinario «Free Roots». Con i successivi «Spirits of the Roots» e «Bembon» (2000), Sosa si afferma come leader aperto e personale. Il groove afro–cubano si trasforma presto in complesse pulsazioni urbane; le tradizioni orali africane si sovrappongono all’hip–hop.
Nell’ultimo decennio Sosa trascorre sempre più tempo in Europa, dove sviluppa nuovi progetti: registra con John Santos ed un secondo disco da solista («Inside», 1999), magnifica deriva contemplativa e impressionista. Soprattutto continua le sperimentazioni orchestrali. Con «Prietos» (2001) e «Sentir» (2002) si apre ai suoni ed ai ritmi del mondo arabo. Si esibisce con i percussionisti Gustao Ovalles, venezuelano, e Mino Cinelu, francese; con quest’ultimo compone un’opera sinfonica, «From our mother», che combina motivi folclorici del Centro e Sud America con le armonie del jazz. Nel 2004, con «Mulatos», Sosa si avvicina all’elettronica, e queste contaminazioni sono presenti in «Promise», album del 2006 che segna l’inizio della collaborazione con Paolo Fresu e l’incontro con i musicisti che formeranno l’Afreecanos Quartet. Nell’ultimo lavoro in studio, pubblicato nel 2008 e intitolato proprio «Afreecanos», il pianista cubano prosegue nella ricerca delle radici della musica, circondandosi di strumentisti provenienti da paesi direttamente o indirettamente legati al continente africano.
Esce nel 2009 «Across The Divide», disco registrato dal vivo al Blue Note di New York, dove ha diviso il palco con Tim Eriksen, cantante e polistrumentista specializzato nella musica dei nativi americani. «Tales From The Earth», dello stesso anno, risuona di tradizioni afro–cubane, con Sosa alla marimba e al vibrafono, strumenti studiati al conservatorio prima del piano.

 «Ceremony», dell’anno prima, è frutto della collaborazione del suo quartetto con la big–band tedesca della NDR, sotto la guida del compositore e violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum. Tra le sue ultime collaborazioni va ricordato lo splendido trio con Paolo Fresu e Trilok Gurtu, che ha tenuto molti concerti nel nostro paese. E’ uscito nel 2011 il suo quinto disco di piano solo, «Calma», lavoro che contiene tredici improvvisazioni capaci di fondere elementi stilistici del jazz, della nuova musica classica e dell’elettronica. Come suggerisce il titolo, la sensazione complessiva è di rilassatezza e di introspezione; non vi é alcun tentativo di impressionare l’ascoltatore con il virtuosismo strumentale. Omar Sosa esemplifica perfettamente oggi lo spirito di Duke Ellington, creatore di una musica che trascende le categorie e testimoniata sin qui da oltre venti album pubblicati come leader.

***

Posto unico non numerato; biglietti interi euro 15, ridotti euro 12.

Riduzioni per possessori Candiani Card, Carta Cinemapiù, under 20 e studenti under 25.
Prevendite: presso la biglietteria del Centro Candiani (tel. 041.2386126) e on line sui siti http://candiani.comune.venezia.it/, biglietto.it (diritto di prevendita 1 euro)
Informazioni: Centro Culturale Candiani, P.le Candiani 7, Mestre (Ve), tel. 041.2386126, fax 041.2386112, http://candiani.comune.venezia.it/Caligola Circolo Culturale, Via N.Sauro 1/B, Mestre (Ve), fax 041.962205, cell. 340.3829357.

credits foto (c) Federico Zavagnin


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