Vi segnaliamo con piacere.

Officina delle Zattere
Dorsoduro, Fondamenta Nani 947

Atto primo, quattro tempi
30.11.2012-30.01.2013
Vernissage: venerdì 30 novembre 2012, ore 17.30

Mercoledì-domenica, 10.00-18.00
Ingresso libero
www.officinadellezattere.it

John Cage 100 anni. Silenzio di Emanuel Dimas De Melo Pimenta, a cura di Lucrezia De Domizio Durini ed Emanuel Pimenta
Da quando ad ora di Giorgio Faletti, a cura di Tiziana Leopizzi
Il suono delle cose di Veronica Croce, Massimo Donà, Raffaella Toffolo, a cura di Massimo Donà
Sinestetiche visioni, sound digital art di Giorgio Merigo, a cura di Roberta Semeraro

Quello che fu dal 1923 e sino alla fine dello scorso millennio il laboratorio dove venivano formati “gli artigianelli”, orfani e minori con situazioni familiari difficili, riapre i suoi battenti al pubblico il 30 novembre 2012. L’Officina delle Zattere, gestita dalla società Arte Eventi di Venezia, è stata completamente recuperata nella sua struttura originaria dall’architetto Fulvio Caputo che ne ha evidenziato quegli elementi ricorrenti nell’architettura industriale veneziana dei primi ‘900, adattandola a moderno e polivalente spazio espositivo. La Direzione Artistica è stata affidata al maestro Marco Agostinelli, che vanta oltre trent’anni di carriera nel mondo dell’arte contemporanea: la scelta di inaugurare l’Officina con un evento che coinvolge quattro mostre dedicate all’interazione tra le arti, è in linea con la sua poliedrica formazione culturale. L’Atto primo avviene all’insegna di un pensiero innovativo come quello di John Cage, che ha rivoluzionato il concetto di musica nell’epoca contemporanea. La mostra “John Cage 100 anni. Silenzio”, di Emanuel Dimas de Melo Pimenta, compositore, musicista, architetto e fotografo, stretto collaboratore di Cage e suo grande amico, presenta (in una sorta d’immaginario dialogo tra i due) fotografie, musiche, film, libri che illustrano i pensieri di Cage e di Pimenta, rintracciandone le loro profonde motivazioni. Da John Cage, Pimenta ha ereditato quella visione contemplativa e introspettiva della musica che lo porta ad avere un’esperienza totale dei suoni nella loro oggettività. La mostra presentata all’Officina delle Zattere s’inserisce tra le celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Cage, che Pimenta sta promuovendo nel mondo grazie anche al sostegno di Lucrezia De Domizio Durini. Un altro dei quattro tempi del primo Atto è scritto da Massimo Donà, con la sua originale mostra “Il suono delle cose”. La mostra, realizzata con la performance fotografica delle artiste Raffaella Toffolo e Veronica Croce che coinvolge il pubblico, vuole restituire attraverso disegni, video e musica un’immagine della realtà dove le cose più semplici sembrano avere una loro vita e le persone stesse diverse identità. L’ironia è anche una delle chiavi di lettura della mostra “Da quando a ora” di Giorgio Faletti curata da Tiziana Leopizzi, che presenta il noto romanziere, attore, sceneggiatore, musicista nelle vesti di un pittore e artista. Vesti che gli si addicono per la bellezza dei colori delle sue opere, per la loro mutevolezza delle forme e soprattutto per la fonte d’ispirazione: un’inesauribile vena di fantasia. Questo artista dal tocco magico sembra essere l’incarnazione vivente dell’artista del nuovo millennio che crea e inventa a 360° gradi, passando da una tecnica all’altra. La conquista di questa visione aperta della realtà e delle sue molteplici espressioni ritorna nella Sound digital art di Giorgio Merigo. “Le visioni sinestetiche di Merigo” scrive la curatrice Roberta Semeraro “non sono più immagini virtuali ma reali, poiché la nostra mentalità è cambiata e l’elettronica e poi il digitale hanno dimostrato all’uomo che esistono diverse e altre realtà oltre quella tangibile.” Merigo, che ha lavorato con la luce accanto a grandi scenografi teatrali, ne conosce i suoi segreti tanto da arrivare allo stesso punto di partenza di Cage: se il silenzio è la fonte del suono, il buio lo è della luce, ed entrambi esistono grazie al vuoto quell’immenso spazio cosmico che accoglie e rende visibile la vita in tutte le sue molteplici forme.

Roberta Semeraro

***

IL SUONO DELLE COSE

Inaugurazione: 30 novembre 2012-11-2012, a partire dalle ore 17 

A cura di Massimo Donà

La stanza dedicata al ‘suono’ delle cose, oltre a proporre una serie di opere (fotografie di Veronica Croce e Raffaella Toffolo e disegni di Massimo Donà), ospiterà delle performance il cui unico scopo vorrebbe essere quello di riuscire a liberare il ‘suono’ normalmente inudibile delle cose. Gli artisti coinvolti in questo allestimento muovono infatti dalla precisa convinzione secondo cui ogni poietés, nel proprio fare, viene mosso, più che dalla volontà di restituire una propria interpretazione del mondo o di trasmettere un qualche messaggio all’umanità, più che dalla volontà di esprimere i propri sentimenti o magari di cogliere il cuore eterno ed immutabile della realtà, dalla precisa intenzione di restituire il ‘suono’ da cui ogni realtà (persona o cosa che sia) sarebbe intimamente abitata.  A ben vedere, non dovrebbe esser così difficile riconoscere che le cose e le esperienze tutte vengono da noi vissute sempre e comunque in relazione a un ritmo e a un timbro che appaiono assai più RILEVANTI di tutti i loro supposti e sempre equivoci significati; un ritmo e un timbro che ogni volta, ci piaccia o meno, finiscono per ‘de-cidere’ la natura della relazione che finiremo per intrattenere con esse.

Lo sapeva di fatto già Kandinsky; che, non a caso, avrebbe disperatamente cercato di restituire il colore giallo al suo ‘suono’ originario… quello che, solo, avrebbe potuto fargli fare esperienza del ‘movimento puro’ – ossia, del suono che anche per lui ogni forma d’arte avrebbe avuto il compito di rendere riconoscibile. Un suono, questo, che invero caratterizza nel profondo qualsivoglia realtà; per quanto, di norma, si fatichi non poco ad esperire le cose in questa prospettiva… abituati, come si è, ad aver occhi (ed orecchie!) solo per i significati ‘pratici’ in relazione a cui le medesime si presentano nella vita quotidiana – consentendoci ogni volta di volgerle al “fine” in relazione a cui le viviamo come in qualche modo ‘utilizzabili’. Mentre l’arte non serve a nulla; certo, ma proprio perché non è ‘serva’ di alcun significato; ossia, perché capace di liberare un semplice suono… quello con cui ci è dato entrare liberamente in sintonia; di là da ogni ragione e da ogni comunque impropria giustificazione. Questo, e solo questo, vorremmo che il visitatore riuscisse a cogliere, relazionandosi con l’allestimento di questa stanza.

Nel giorno dell’inaugurazione, la stanza dedicata al ‘suono delle cose’ proporrà comunque una serie diversificata di situazioni ed eventi.

- Innanzitutto, una performance coordinata da due fotografe: Veronica Croce e Raffaella Toffolo.

Le due artiste veneziane, dunque, allestiranno quella che hanno voluto chiamare FUNKY-PHOTO WHITE ROOM (un vero e proprio set fotografico dominato dal colore ‘bianco’), per consentire a tutti i visitatori di ritrarsi con l’autoscatto e liberare gli aspetti più segreti della propria personalità; lasciando emergere i volti del pudore, dell’autoironia, della dolcezza, della ‘provocazione’ e quindi di mettersi in scena al ritmo della musica funky con cui l’impianto stereo accompagnerà lo svolgimento dell’intera giornata.

- Su una delle quattro pareti della stanza verrà poi allestito un monitor che trasmetterà senza soluzione di continuità un video di Raffaella Toffolo intitolato “LE AVVENTURE DI UNA GOCCIA”.

- Di Veronica Croce e Raffaella Toffolo sono, poi, le fotografie allestite su un’altra delle pareti della stanza.

- Su una terza parete, invece, il visitatore troverà disposti due gruppi di immagini realizzate da Massimo Donà: le prime di medio formato e le seconde di piccolo formato.

- Per il giorno dell’inaugurazione, poi, è prevista, verso le ore 19.30, una performance filosofico-musicale di Massimo Donà che, questa volta in veste di trombettista, si esibirà con Michele Polga al sax tenore e Marco Campigotto alla batteria. Il titolo della performance è lo stesso della stanza: IL SUONO DELLE COSE.

- I risultati fotografici della performance fotografica curata da Veronica Croce e Raffaella Toffolo verranno esposti, a una settimana di distanza, circa, dall’inaugurazione, nella quarta parete della stanza (l’unica che, durante l’inaugurazione, verrà tenuta libera per fare spazio all’allestimento del set fotografico).

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