Domenica 28 ottobre, ore 18.00
MISTAKING MONKS “Musica e cinema”
Gianni Mimmo (sax soprano)
Xabier Iriondo (chitarre)
Cristiano Calcagnile (batteria, percussioni)
sonorizzazione “live” del film “Sayat Nova” (“Il colore del melograno”, 1968, di Sergei Paradjanov)

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Biglietti: interi 8 euro, ridotti 5 euro
Posto unico non numerato.
Riduzioni per possessori Candiani Card, Carta Cinemapiù, under 20 e studenti under 25.

Prevendite: biglietti in vendita alla biglietteria del Centro Candiani (tel. 041.2386126) e on–line sui siti
www.centroculturalecandiani.it e www.biglietto.it (diritto di prevendita 1 euro). La biglietteria del Candiani è aperta con il seguente orario anche la domenica: 10.30 – 12.30 / 15.30 – 22.00

Informazioni: Centro Candiani, Piazzale Candiani, Mestre (Ve), tel. 041.2386126, www.centroculturalecandiani.it ;
Caligola, Via N.Sauro 1/B, Mestre (Ve), fax 041.962205, cell. 340.3829357, www.caligola.it

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Non nuova ad accostamenti di musica e cinema (si ricordi la sonorizzazione di Sangue e arena di Fred Niblo ad opera di Three Lower Colours, trio di Tamburini-Onorati-Paolini), la rassegna Jazz Groove vedrà protagonisti domenica 28 ottobre i Mistaking Monks, nuovo side-project dalle sonorità noise armate di pelli, sax, mahai metack, taisho koto ed elettronica nato da un’idea del chitarrista Xabier Iriondo (già Afterhours), camaleontico esponente della più aperta avanguardia rock italiana. La formazione è completata dal vulcanico batterista Cristiano Calcagnile (Cristina Donà e Stefano Bollani) e dal sopranista Gianni Mimmo, erede di Steve Lacy, e sonorizzerà dal vivo il film «Il colore del melograno» («Sayat Nova», 1968), del regista armeno nato in Georgia Sergei Paradjanov, capolavoro assoluto del cinema della seconda metà del ‘900. Definito da Fellini «uno dei più grandi maghi che il cinema mondiale abbia mai avuto», da Antonioni «fra i migliori registi del cinema contemporaneo, capace di bellezza e perfezione», e da Tarkovsky «l’uomo della poetica paradossale e della libertà», Sergei Paradjanov incarna davvero una delle vette poetiche dell’espressione su pellicola. Film del quale, subito e spesso, perdiamo e ritroviamo la trama narrativa, Il colore del melograno ci conduce in un luogo profondo e spirituale dove la vicinanza di cielo e terra trovano nell’ambientazione georgiana e armena la collocazione ideale.

La successione dei “Tableau Vivant” di Sayat Nova viene investigata dalla musica di Mistaking Monks nella profonda convinzione che, afferma Gianni Mimmo, proprio per “la sorprendente modernità simbolica, questa relazione tra musica e immagine non può essere didascalica, tanto grande è la forza delle immagini. Si tratta di una rilettura, in chiave forse contemporanea, profonda e reciproca fra le due parti. Immagini con forza drammatica trovano nella musica una sorta di traduzione, di conduzione, di esplicazione ad altro livello. Come una mitologia guardata alle spalle, invece che dalla prospettiva post moderna, come una spinta pervasiva e un abbraccio totale”. I Mistaking Monks, di cui è appena uscito il primo disco, «Mantic» per Phonometak Labs, operano in un terreno sonoro libero da ogni schema, ponendo al centro della ricerca una riflessione ispirata dalla cruciale domanda di Giorgio Agamben, Che cos’è il contemporaneo? Il filosofo suggerisce che vivere fino in fondo l’esperienza della contemporaneità – soprattutto nel campo dell’arte – significa dividere ed interpolare il tempo, trasformarlo e metterlo in relazione con gli altri tempi, rileggere e citare la ‘storia’ secondo una necessità che non proviene da un arbitrio bensì da un’esigenza cui non si può rispondere. La triade Calcagnile-Iriondo-Mimmo viaggia in questa direzione, applicando la forza ancestrale dell’osare agli infiniti modi che esistono di suonare il presente.

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Gianni Mimmo è un sassofonista e compositore attivo nel campo del jazz e della sperimentazione da oltre 25 anni, con una serie di progetti originali con organici disparati. Interessato da sempre alla contaminazione fra le arti ha partecipato a numerose attività interdisciplinari, con particolare attenzione al rapporto musica-testo e musica-immagine. Numi tutelari paiono essere nomi del jazz come Steve Lacy e Roscoe Mitchell, della musica contemporanea come J.Cage e Robert Ashley, dell’arte J.Pollock e Toti Scialoja.
“Ricerca” sembra la parola chiave che accompagna il suo lavoro, che spesso privilegia collaborazioni con elementi di distante collocazione. La cura del timbro musicale e delle tecniche avanzate del sax soprano al quale si è monacalmente dedicato negli ultimi anni è divenuta essa stessa la cifra di riferimento del suo stile.
Suoi lavori in ambito performativo sono “Io con vestito leggero” in duo con Chandra Livia Candiani portato in ogni dove in decine di spettacoli, “Obliqui Viali” è un volume di racconti che diviene istallazione interattiva, una  sonorizzazione visuale adatta ad ambienti pubblici e privati di vario genere: stazioni ferroviarie, metropolitana , bus, cortili, ospedali, sale d’aspetto in genere, gallerie d’arte etc..  in collaborazione con la fotografa Elda Papa, “Tight Corners” nato per studiare connessioni creative tra musica e la fotografia di Stefano Galvani (performance di proiezione e musica live).
Fonda l’etichetta indipendente Amirani records attenta alle intersezioni stilistiche e alle energie sincere del panorama musicale contemporaneo. Con questa label pubblica diversi progetti anche personali, fra cui un film dvd “Kursk_truth in the end” che ben rappresenta le sue intenzioni “totali”. Il suo solo “one way ticket” rivela un’attitudine concettuale che rintracciamo sempre nei suoi lavori. Il suo duo con Angelo Contini “Two’s days/Tuesdays” , il trio con Francesco Cusa e Andrea Serrapiglio al cello, il quintetto con John Russell, J-M Van Schouwburg, Contini e Serrapiglio, il quartetto con Contini Russell Ute Wassermann, il progetto con Xabier Iriondo “Your very eyes”, le collaborazioni elettroacustiche con Airchamber 3, con Bespoken e Lonius, oltre alla intensa performance “Moooove me” in duo con la danzatrice Marcella Fanzaga dicono della trasversalità del suo approccio artistico.
Filosofia: Essenzialità. Lavorare con ciò che si ha, responsabilità della comunicazione, aggiungere al mondo solo sinceramente. Art is made for trouble, science reassures.

Cristiano Calcagnile è batterista, percussionista e compositore. Ha suonato con Cristina Donà, Stefano Bollani, Anthony Braxton,Tristan Honsingen, Rova Saxophone quartet, Zu (w/ Mats Gustaffson), Damo Suzuki, Xabier Iriondo, Paolo Angeli, Steve  Piccolo, Giorgio Gaslini, Alessandro Bosetti, Gianni Mimmo, Alberto Braida, Nino Locatelli, Harald Devold, Collettivo Otolab, Agon (centro di ricerca di musica ed informativa), Pacifico, Aco Bocina, Eugenio Finardi, Paolo Fresu, Paul McCandless, Roberto Bellatalla, William Parker, Ares Tavolazzi, Gianni Gebbia, Bruno Tommaso, Paolino Dalla Porta, Michele Tadini, Davey Ray Moor, Franco Pomarico, David Searcy, Vittorio Cosma, Peppe Servillo, Furio Di Casrti, Danilo Rea, Ernst Reijseger, Mark Feldman, Buch Morris, Francesco Bearzatti, e  molti altri.

Xabier Iriondo, musicista e compositore nasce nel quartiere Isola a Milano all’alba degli anni settanta da padre basco e madre italiana. All’età di 17 anni inizia a suonare la chitarra da autodidatta, questa “passione” per le corde lo accompagna tutt’ora.
Tra il 1992 ed il 2001 realizza 5 albums e centinaia di concerti con la rock band Afterhours, 3 albums con la indie/rock band Six Minute War Madness e 3 albums + 2 miniCD con il progetto A Short Apnea. Dal 2001 sta esplorando le possibilità offerte da alcuni strumenti autocostruiti e dal loro incontro con musica elettronica, field recordings e strumenti elettroacustici. Dal 2005 al 2010 apre a Milano SOUNDMETAK, un negozio/laboratorio dove vende strumenti musicali particolari ed organizza performances musicali. Dal 2010 ha ricominciato a collaborare con il gruppo Afterhours. In questi ultimi tempi è coinvolto come chitarrista/manipolatore sonoro nei progetti NoGuru, The Shipwreck Bag Show, Mistaking Monks, etc.
Ha suonato dal vivo in Europa, Israele e Giappone e collaborato (dal vivo ed in studio) con svariati artisti tra cui: Damo Suzuki, ZU, Rhys Chatham, Peter  Brotzmann, Sinistri, Wu Fei, Paolo Tofani, Gianni Gebbia, Steve Piccolo, Carla Bozulich, Walter Prati, Eraldo Bernocchi, Cristiano Calcagnile, Bruno Dorella, Elio Martuscello, Vincenzo Vasi, Stefania Pedretti, Alberto Morelli, Verdena, Simone Massaron, Gak Sato, Franceco Cusa, Gianni Mimmo, Mirko Sabatini, Juan Mordecai, aka_Bondage, Cristina Donà, Matteo Pennese, Stefano Giust,  Angelo Contini, Fabrizio Modonese Palumbo, Diego Sapignoli, Olivier Manchion, Claudio Rocchetti, Christian Alati, Andrea Belfi, Madame P, Nicola Ratti, Antonio Gramentieri  e tanti altri.

 

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