Comune di Venezia, Assessorato alle Attività Culturali
Centro Culturale Candiani e Caligola Circolo Culturale

“JAZZ GROOVE”  ottobre–novembre 2012

Domenica 14 ottobre, ore 18.00
BABA SISSOKO & TAMAN KAN   “African Griot Groove”
Baba Sissoko (voce, chitarra, tamani, ngoni, kamalengoni), Ady Thioune (percussioni, cori), Erick Jano (basso, cori), Philippe Kasse Lago (batteria, percussioni, cori)

Domenica 28 ottobre, ore 18.00
MISTAKING MONKS “Musica e cinema”
Gianni Mimmo (sax soprano), Xabier Iriondo (chitarre) , Cristiano Calcagnile (batteria, percussioni) – sonorizzazione “live” del film “Sayat Nova” (“Il colore del melograno”, 1968, di Sergei Paradjanov)

Domenica 11 novembre, ore 18.00
JOHN ABERCROMBIE QUARTET   “Within a song”
Billy Drewes (sax tenore), John Abercrombie (chitarra elettrica), Drew Gress (contrabbasso), Joey Baron (batteria)

Domenica 25 novembre, ore 18.00
PAOLO BOTTI QUARTET & BETTY GILMORE   “Slight imperfection”
Betty Gilmore (voce), Paolo Botti (viola, banjo, chitarra dobro, armonica), Dimitri Grechi Espinoza (sax alto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Filippo Monico (batteria)

Biglietti: 14.10/11.11: interi 15 euro, ridotti 12 euro
28.10/25.11: interi 8 euro, ridotti 5 euro
Posto unico non numerato.
Riduzioni per possessori Candiani Card, Carta Cinemapiù, under 20 e studenti under 25.

Prevendite: biglietti in vendita alla biglietteria del Centro Candiani (tel. 041.2386126)  e on–line sui siti
www.centroculturalecandiani.it e www.biglietto.it  (diritto di prevendita 1 euro). La biglietteria del Candiani è aperta con il seguente orario anche la domenica: 10.30 – 12.30 / 15.30 – 22.00

Informazioni: Centro Candiani, Piazzale Candiani, Mestre (Ve), tel. 041.2386126, www.centroculturalecandiani.it ;
Caligola, Via N.Sauro 1/B, Mestre (Ve), fax 041.962205, cell. 340.3829357, www.caligola.it

***

Dopo il grande successo di aprile che ha visto ospite l’artista dello Zimbabwe Dudu Manhenga, “Jazz Groove 2012” ritorna con un programma che, in questo settimo anno di programmazione invernale, avvicina ai suoni dell’Africa, il jazz, il blues e la sperimentazione, nel segno di una contaminazione di linguaggi e stili che da sempre anima la rassegna. “Jazz Groove” riparte proprio dall’Africa, che ha dato origine alle musiche improvvisate del nostro tempo, in particolare dal Mali, terra dove blues e jazz traggono origine (come ricorda anche un bel film-documentario di Martin Scorsese, Dal Mali al Mississippi): lì nasce nel 1963 Baba Sissoko, polistrumentista, atteso ospite domenica 14 ottobre del primo appuntamento della rassegna presentando il suo più recente album, «African Griot Groove», alla testa di Taman Kan, quartetto che è una sorta di concentrato d’Africa Occidentale che comprende anche il chitarrista senegalese Abubecer Diogou, il bassista camerunense Erick Jano e Philippe Kasse Lago, batterista della Costa d’Avorio. “Griot” è la parola chiave del disco, così come “Baba” nell’onomastica del mondo arabo–musulmano significa ’padre’, ed il nome può essere un presagio che svela il destino.  Sissoko – che suona, oltre alla chitarra, un’infinità di strumenti tradizionali – ha iniziato da bambino con il tamburo parlante ”tamani”, accompagnando nei villaggi rurali il nonno, per quasi mezzo secolo capo dei griot del Mali. In quelle musiche ha le sue radici il jazz, che è il linguaggio, inteso nella sua accezione più libera e radicale, cui si ispira un nuovo e originale trio, Mistaking Monks, di scena domenica 28 ottobre. Il gruppo – di cui è appena uscito il primo disco, «Mantic»– nato da un’idea del chitarrista Xabier Iriondo, già Afterhours, camaleontico esponente della più aperta avanguardia rock italiana, e completato dal vulcanico batterista Cristiano Calcagnile (Cristina Donà e Stefano Bollani) e dal sopranista Gianni Mimmo, erede di Steve Lacy, sonorizzerà dal vivo il film «Il colore del melograno» («Sayat Nova», 1968), del regista armeno, nato in Georgia, Sergej Paradjanov, capolavoro assoluto del cinema della seconda metà del ‘900. Si tornerà al grande jazz americano domenica 11 novembre, con uno dei maestri della chitarra contemporanea, John Abercrombie. Anche se meno noto al grande pubblico di Pat Metheny, John Scofield e Bill Frisell, il chitarrista newyorkese, classe 1944, è un importante punto di riferimento per le giovani generazioni di jazzisti. Le collaborazioni con Dave Holland e Michael Brecker, Gato Barbieri e Jack DeJohnette, Charles Lloyd e Joe Lovano, solo per fare qualche nome, dimostrano quanto sia stimato e apprezzato dai colleghi. E’ anche personale e raffinato leader di gruppi interessanti, com’è il quartetto che si esibirà al Candiani, impegnato in un tour europeo per promuovere il recente «Within a song», album pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca ECM. Sono al suo fianco la solida coppia ritmica formata da Drew Gress, contrabbasso, Joey Baron, batteria, mentre l’esperto sassofonista Billy Drewes prende il posto di Lovano, presente invece nel disco. L’appuntamento di domenica 25 novembre, presenta un’altra originale produzione del nuovo jazz italiano, firmata da Paolo Botti, virtuoso della viola, ma capace di suonare con efficacia anche banjo, chitarra dobro ed armonica. E’ un jazz contemporaneo che vira decisamente verso il blues, quello proposto dal quartetto completato da Dimitri Grechi Espinoza, sax alto, Tito Mangialajo Rantzer, contrabbasso, Filippo Monico, batteria. Lo è tanto più quando presenta come ospite speciale la profonda voce di Betty Gilmore, neroamericana trasferitasi da tempo in Italia, poetessa e cantante, presente anche nell’ultimo album di Botti, «Slight imperfection»

After the great success of “Jazz Groove 2012″ in April, that starred the artist from Zimbabwe Dudu Manhenga, we return with a program that, in this seventh year of exhibition, gets closer to sounds from Africa, jazz, blues, and experimental music, proposing a language and style contamination that has always been the core of our festival. “Jazz Groove” begins in Africa, home of improvisation of our time, in particular from Mali, the land of the origins of blues and jazz (as was mentioned in a wonderful documetary-film by Martin Scorsese, From Mali to Mississippi): in 1963 Baba Sissoko was born there, a multi-instrumental player who is our awaited guest, Sunday 14th of October for the first show of the festival presenting his most recent album, “African Griot Groove”, ahead of Taman Kan, a concentrated westernized african quartet that includes the senegalese guitarist Abubecer Diogou, the Cameronese Bass player Erick Jano, and Phillippe Kasse Lago, drummer from the Ivory Coast. “Griot” is the key word to their album, like “baba”, meaning father but also omen that reveals a destiny in the islamic-arab world. Sissoko – that plays, besides the guitar, an infinite amount of traditional instruments – started as a child to play the “talking drums” Tamani, which he played whilst following his grandfather throughout the rural villages, for almost half a century, leader of the Griot in Mali. Jazz has its roots in that same music, that is the language, intended its most free and radical meaning, which has inspired a new and original trio, Mistaking Monks, on scene Sunday 28th of October. The group – of which has just released their first album “Mantic” – born from an idea of the guitarist Xabier Iriondo, already Afterhours, multi talented figure of the most avanguarde italian rock scene, completed by the volcanic drummer, Cristiano Calcagnile (Cristina Donà e Stefano Bollani) and the soprano Gianni Mimmo, heir of Steve Lacy, will sound out, live, the movie The colour of the pomegranate (“Sayat Nova”, 1968), from the Armenian director, born in Georgia, Sergej Paradjanov, masterpiece of the 1960s.
We will return to the great american jazz on Sunday November 11th, with one of the masters of contemporary guitar, John Abercrombie. Even though less known by the vast followers of Pat Metheny, John Scofield and Bill Frisell, the newyork guitarist, class of 1944, is an important pillar for the younger jazz generations. The collaborations with Dave Holland and Michael Brecker, Gato Barbieri, and Jack DeJohnette, Charles Lloyd and Joe Lovano, just to name a few, prove how highly regarded and appreciated he is by his colleagues. He also is an individual and elegant leader of various interesting groups such as the quartet who will play at the Candiani, busy in a european tour of his recent “Within a Song” album, released under the prestigious German label ECM. By his side, the consolidated rhythimic couple composed of Drew Gress, double bass, and Joey Baron, drums, meanwhile the expert sax player Billy Drews, takes the place of Lovano, who is present in the album. The appointment for Sunday 25th of November, presents another new production of Italian Jazz, claimed by Paolo Botti, a virtuoso Viola player, but able to skillfuly play the banjo, dobro guitar and harmonica. It’s contemporary jazz bends towards blues, the musical proposal of the quartet completed by Dimitri Grechi Espinoza, sax alto, Tito Mangialajo Rantzer, double bass, and Filippo Monico, drums. A magic touch is given to the quartet with the deep voice of special guest Betty Gilmore, who has been living for a long time in Italy; poet and singer, also present in Botti’s last album, “Slight imperfection“.

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