“Shadows of colours”
CLAUDIO COJANIZ (organo a canne)

Mercoledì 28 marzo, inizio ore 21.30
ROVIGO, Salone del Conservatorio Francesco Venezze
Ingresso libero e gratuito
Informazioni : Caligola, fax 041.962205, cell. 335.6428695 / 340.3829357

***

“Venezze Jazz Festival” Sesta Edizione
Febbraio / Giugno 2012
Apre la serata, alle ore 21.00, una produzione originale del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica F.Venezze
“Just Songs”, sestetto con Michela Gazziola, Camilla Ferrari e Giuliana Dal Maso, voci, Francesco Ganassin, clarino, Giovanni Clemente, chitarra, Dino Mondello, contrabbasso

Il quarto appuntamento con la sesta edizione della rassegna jazz promossa dal Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica Francesco Venezze di Rovigo, con la direzione artistica di Marco Tamburini ed Ambrogio De Palma, il sostegno del Ministero dell’Università e della Ricerca e la collaborazione del Rovigo Jazz Club, presenta mercoledì 28 marzo un’interessante produzione discografica della nostra etichetta, Caligola Records, ”Shadows of Colours”, suite in nove parti per organo contemporaneo, che ha per protagonista Claudio Cojaniz. Nell’album viene suonato il potente organo Mascioni della Basilica dei Frari di Venezia, ma qui il musicista friulano ritroverà comunque uno strumento molto simile, sempre un Mascioni, anche se più recente e con un canneggio meno sviluppato.
Anche chi conosce da tempo Cojaniz difficilmente si sarebbe aspettato un disco simile. Esiste il jazzista passionale e vulcanico, capace di passare dal solo al trio, dal duo all’orchestra; c’era il giovane compositore dedito alla scrittura contemporanea, ma c’è anche il maturo interprete di Bach e dei virginalisti inglesi; vi è ancora il bluesman sincero, che suona nei club con l’organo hammond. Ma qui, a sorpresa, scopriamo un interessante organista contemporaneo, originale interprete di uno strumento che aveva imparato a conoscere durante i suoi studi accademici e che ha oggi riscoperto grazie alla disponibilità di Fra’ Nicola ed alle emozioni che il potente organo Mascioni (opus 398) del 1927, presente nella Basilica veneziana dei Frari, riesce a trasmettere a chi lo suona. Amore a prima vista dunque. Il nuovo lavoro è stato elaborato e messo a punto nel corso di numerose sedute solitarie pomeridiane, nel suggestivo silenzio della chiesa, la seconda per grandezza a Venezia. Il 14 maggio 2010 è stato dedicato alle prove ed alla messa a punto dei microfoni; il giorno successivo si é quindi tenuto il concerto. Ogni nota è stata registrata. Dopo un accurato missaggio il risultato, affascinante, è questa Suite in nine parts for contemporary organ, che il suo autore ha poi ribattezzato, con descrittivismo ellingtoniano, “Shadows of colours”. La musica – tutta sua, a parte un Perfect day di Lou Reed – è avvincente, magica ed imprevedibile, folgorante e profonda, legata al jazz ma comunque figlia della letteratura organistica europea; difficile da descrivere, meritevole comunque di venire ascoltata.
Ci aiutano a capire meglio il lavoro le note di copertina del disco, scritte dallo stesso Cojaniz. “I colori evocati nella suite non sono solo quelli dell’arcobaleno, così come le iconografie di sempre ce lo mostrano: qui si tratta di un arcobaleno della mente, fatto di luce simbolista. Il verde dell’infanzia, forte di slancio vitale, dà inizio al viaggio sensitivo, passando attraverso il nero, centro della coscienza e della danza, approdando all’indaco, segno di sensibilità estrema e di pienezza espressiva. Le idee guida previste per ogni colore lasciano spazio all’istant composer. La composizione riguarda la destrutturazione dei due gruppi Si Fa Mi e La Re che, dispiegandosi in nove tempi, viaggiano verso il loro compimento armonico e ritmico. Ogni colore è memore del suo precedente.”

***

Per un’anteprima d’ascolto, attivate il player.


Share this article