“A fable”
TIGRAN piano–solo

Domenica 18 marzo, inizio ore 18.30

MESTRE (VE) , Auditorium del Centro Culturale Candiani (IV° piano)

Posto unico: biglietto intero Euro 10, ridotto Euro 8 (riduzioni per possessori di Candiani Card, Carta Cinemapiù, giovani under 20 e studenti under 25) .
Prevendite e informazioni : Centro Culturale Candiani, P.zza Candiani, Mestre, tel. 041.2386126, www.centroculturalecandiani.it. La biglietteria del Candiani domenica 18 sarà aperta la mattina 10.30-12.30 e il pomeriggio dalle 15.30.

Caligola, via N.Sauro 1/B, Mestre, 041.962205, cell. 335.6428695 / 340.3829357, www.caligola.it

C’è molta attesa per il piano-solo di Tigran, giovane musicista armeno che si è affacciato sulla scena jazzistica, prima europea, poi americana, con l’autorevolezza di chi ha le carte in regola per poter diventare in breve tempo una stella di prima grandezza del panorama musicale internazionale.
Nato a Gyumri, in Armenia, nel 1987, Tigran Hamasyan – è questo il suo nome completo – mostra uno straordinario interesse per la musica fin da bambino. A tre anni canta già le canzoni dei Queens, Led Zeppelin e Beatles, cercando di accompagnarsi con il piano. A soli sette passa le giornate ascoltando jazz, cercando di ripeterne al pianoforte le melodie e di improvvisarci sopra. Si dedica quindi alla musica classica ed a dieci anni, dopo che la famiglia si trasferisce a Yerevan, approfondisce lo studio del jazz e dei suoi maestri. La sua velocità di apprendimento è fuori del comune. Undicenne partecipa al primo festival jazz organizzato a Yerevan, e per la comunità jazzistica armena quella di Tigran, vero e proprio “enfant prodige” del pianoforte, è una scoperta sorprendente quanto inaspettata. Fioccano gli inviti ad esibirsi in concerto, e si ripresenta quindi come ospite al festival jazz della sua città nel 2000, venendo ascoltato questa volta da Chick Corea. Proprio in quest’edizione della rassegna incontra Stephane Kochoyan che, diventandone il manager, giocherà un ruolo importante nella sua rapida scalata al successo.

Nel 2001 Tigran compie il suo primo tour all’estero, in Francia, e qui conosce Wayne Shorter, Herbie Hancock e Joe Zawinul, che ne intuiscono le grandi doti, ma soprattutto si esibisce con Pierre Michelot e Daniel Humair. Nel 2002 conquista il terzo premio al Martial Solal International Jazz Piano Competition di Parigi. L’anno successivo ottiene la vittoria in un’analoga competizione promossa all’interno del celebre Festival Jazz di Montreux. A diciott’anni Tigran vince un altro prestigioso concorso a Monaco di Baviera. Nel 2006 pubblica il suo primo album da leader, in quartetto con il sassofonista Ben Wendel, e nel settembre dello stesso anno vince negli Stati Uniti una competizione ancor più importante, intitolata a Thelonious Monk, con una giuria presieduta nientemeno che da Herbie Hancock. Esce l’anno dopo un nuovo disco, questa volta nella più classica formazione del trio con contrabbasso e batteria, «New Era», mentre nel suo terzo lavoro, più complesso, «Red Hail», inciso con il nuovo gruppo Aratta Rebirth, riesca a mescolare con grande perizia il jazz al rock ed alla musica popolare del suo paese d’origine.

Alla fine del 2008 il pianista armeno si trasferisce a New York, dove firma un importante contratto con la Universal, che prevede l’uscita di due dischi di piano–solo. Nell’ultimo periodo Tigran allarga anche le sue collaborazioni esterne, entrando a far parte dei gruppi di Dhafer Youssef e Lars Danielsson. Il primo dei due programmati dischi Universal, «A fable», viene pubblicato all’inizio del 2011, e vende in Francia 5.000 copie solo nei primi due mesi. In questo lavoro il giovane pianista armeno trae ispirazione sia dalle melodie popolari sia dalla poesia del suo paese, ed affianca a composizioni originali, scritte soprattutto nell’ultimo periodo, brani del folklore tradizionale sapientemente rielaborati ma anche una raffinata interpretazione della celebre ballad Someday my prince will come. Tigran Hamasyan – ma preferisce farsi chiamare soltanto con il nome – ha affermato, in una recente intervista, di aver scelto per il disco questo titolo “poiché ogni brano racconta una storia. Tutte le persone sono colpite dalla favole, perché sono semplici ed allo stesso tempo profonde”. L’album «A fable» viene presentato nel corso di una nuova tournée europea che avrà a Mestre la sua unica tappa triveneta.

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