“Duets”
Gwilym Simcock & Yuri Goloubev

Gwilym Simcock (pianoforte)

Yuri Goloubev (contrabbasso)

Mercoledì 29 Febbraio, ore 21.30

MESTRE (VE) , Auditorium del Centro Culturale Candiani (IV° piano)

Posto unico: biglietto intero Euro 7, ridotto Euro 5 (riduzioni per possessori di Candiani Card, Carta Cinemapiù, giovani under 20 e studenti under 25) .

Prevendite e informazioni : Centro Culturale Candiani, P.zza Candiani, Mestre, tel. 041.2386126, www.centroculturalecandiani.it; Caligola, via N.Sauro 1/B, Mestre, 041.962205, cell. 335.6428695 / 340.3829357, www.caligola.it

Andiamo ora a presentare il terzo appuntamento con il nuovo ciclo di “Jazz Groove”, rassegna realizzata per il settimo anno al Centro Culturale Candiani di Mestre, con la collaborazione dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia. Dopo il quintetto neo–bop del chitarrista vicentino Michele Calgaro, con Alex Sipiagin, trombettista russo che da ormai vent’anni risiede a New York, toccherà ora al raffinato duo d’impronta cameristica formato dal giovane pianista inglese Gwilym Simcock e dal contrabbassista, anche lui russo, ma che ha scelto di vivere in Italia, Yuri Goloubev, di scena mercoledì 29 febbraio (sempre con inizio alle 21.30). Sarà, il loro, un concerto per “palati fini”, degno della migliore scuola jazzistica europea.

Simcock, appena trentenne, dopo esser stato segnalato dalla BBC come il miglior giovane talento musicale inglese del 2006 (non jazz si badi bene, ma di tutta la musica; il premio è stato vinto per la prima volta da un jazzista) – anno in cui ha inciso anche il suo primo disco da leader, «Perception» – ha bruciato le tappe di una carriera che sin qui non gli ha mai lesinato soddisfazioni, anche se nel nostro paese il suo talento non è stato ancora adeguatamente apprezzato. Figlio della grande tradizione pianistica bianca che discende da Bill Evans, ha tra i suoi più importanti riferimenti Chick Corea e Brad Mehldau.

Goloubev, strumentista di formazione classica, già primo contrabbasso dei Solisti di Mosca diretti da Bashmet, s’è convertito al jazz una decina d’anni fa, trasferendosi definitivamente in Italia nel 2004. Ha subito inizio a suonare con alcuni dei  nostri migliori e più quotati interpreti, da Guido Manusardi a Claudio Fasoli, da Enrico Pieranunzi a Giovanni Falzone, ma ha anche inciso più volte come leader, l’ultima alla testa di un trio completato dal pianista Claudio Filippini, fra i talenti emergenti del nuovo jazz italiano, e dal raffinato batterista israeliano Asaf Sirkis («Titanic for a bike», pubblicato nel 2011 dalla nostra etichetta, Caligola Records). In alcuni brani compare come ospite il sassofonista inglese Julian Arguelles, già componente dell’orchestra di Carla Bley. Il contrabbassista russo frequenta da tempo e con una certa regolarità la scena jazzistica londinese, intrattenendo soprattutto con Gwilym Simcock una duratura e proficua collaborazione artistica. Non è un caso che Goloubev abbia partecipato  al secondo album del pianista da leader, «Blues Vignette» (2008), e l’abbia a sua volta coinvolto in alcuni dei suoi numerosi  progetti musicali.

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