“Progressions”
Michele Calgaro Quintet con Alex Sipiagin

Alex Sipiagin (tromba, flicorno), Robert Bonisolo (sax tenore), Michele Calgaro (chitarre),

Lorenzo Calgaro (contrabbasso), Mauro Beggio (batteria)

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Mercoledì 15 Febbraio, ore 21.30

MESTRE (VE) , Auditorium del Centro Culturale Candiani (IV° piano)

Posto unico: biglietto intero Euro 7, ridotto Euro 5 (riduzioni per possessori di Candiani Card, Carta Cinemapiù, giovani under 20 e studenti under 25) .

Prevendite e informazioni : Centro Culturale Candiani, P.zza Candiani, Mestre, tel. 041.2386126, www.centroculturalecandiani.it; Caligola, via N.Sauro 1/B, Mestre, 041.962205, cell. 335.6428695 / 340.3829357, www.caligola.it

Apertosi giovedì 2 febbraio con “Amazzonia, oceano di alberi”, emozionante serata che ha visto l’incontro fra la poesia di Marcia Theophilo ed il jazz del pianista Claudio Cojaniz, il nuovo ciclo di “Jazz Groove” prosegue il 15 febbraio con il jazz fresco ed aperto del chitarrista Michele Calgaro, che presenta il suo ultimo album da leader, “Progressions”, pubblicato nel 2011 dalla nostra etichetta Caligola Records. Si presenta alla testa di un eccellente quintetto, lo stesso del disco, che ha nel trombettista russo Alex Sipiagin – da ormai vent’anni protagonista della scena jazz newyorkese – un prestigioso quanto atteso ospite. Completano la formazione il tenorsassofonista di origine canadese, ma ormai italiano di adozione, Robert Bonisolo, e l’affiata coppia ritmica formata dal contrabbasista Lorenzo Calgaro, fratello di Michele, e dal quotato batterista Mauro Beggio, da anni ai vertici dello strumento, per tecnica e fantasia, nel nostro paese.

Apprezzato didatta – dal 1991 dirige la scuola di musica Thelonious ed insegna chitarra jazz al Conservatorio Pedrollo di Vicenza – Michele Calgaro ha firmato con “Progression” la sua seconda prova da unico leader, quattro anni dopo “Round about Monk”, pubblicato sempre da Caligola, ma in verità aveva condiviso qualche anno prima la paternità di un altro pregevole lavoro con Bonisolo, “The Edge”, registrato in quartetto con l’aggiunta in alcuni brani di Paolo Fresu. A differenza dell’album precedente, interamente dedicato a Thelonious Monk, qui il chitarrista vicentino si mette alla prova anche come compositore, dimostrando d’aver ormai acquisito uno stile personale, che sa essere poetico e riflessivo (nella dolce ballad Monadi, firmata da Lorenzo, così come in Mari Land, che parte con il solo trio e vede poi aggiungersi il sax di Bonisolo ed il flicorno di Sipiagin), ma all’occorrenza anche sufficientemente aggressivo ed incalzante. Non è un caso che l’unico standard presente nel disco – arrangiato peraltro in modo originale – sia un brano di Horace Silver, l’avvincente e troppo poco eseguito In pursuit of the 27th man.

Questo originale ed equilibrato quintetto è la conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, dell’eccellente stato di salute di cui gode il jazz italiano, anche quello meno noto al grande pubblico, espressione di una provincia quanto mai dinamica e vitale.

 

Due parole infine sembra opportuno spendere sull’ospite speciale della serata, il talentuoso trombettista russo Alex Sipiagin, classe 1967, arrivato poco più che adolescente al jazz, che studia con passione durante i suoi pur impegnativi studi classici. Dopo il diploma ed il servizio militare continua a praticare l’improvvisazione jazzistica, vincendo nel 1990 un importante premio con borsa di studio a Rostov, grazie a cui compie una tournée con un gruppo russo negli Stati Uniti, dove partecipa ad un prestigioso concorso internazionale intitolato a Louis Armstrong. Arriva quarto e riceve in dono da Clark Terry una tromba Bach, strumento che suona ancor oggi. Nel 1991, con la situazione politica in Russia finalmente cambiata, decide di trasferirsi stabilmente a New York, dove si mette presto in luce lavorando con le orchestre di Gil Evans, George Gruntz e Gil Goldstein. Nel 1995 entra a far parte della prestigiosa Mingus Big Band, con cui lavora ancor oggi. Dal 2000 collabora con Dave Holland e nel 2003 incide e suona con Michael Brecker. Sipiagin insegna alla New York University e tiene seminari in ogni parte del mondo. Da qualche anno, oltre ad essere un solista molto richiesto, non solo in ambito jazzistico (collabora infatti con Elvis Costello, Eric Clapton e Dave Sanborn), dirige proprie formazioni, con cui ha già registrato una decina di dischi come leader.

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Per ascoltare l’anteprima dell’album:


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