“Amazzonia, oceano di alberi”
Marcia Theophilo & Claudio Cojaniz

Marcia Theophilo (voce recitante)

Claudio Cojaniz (pianoforte)



Giovedì 2 Febbraio, ore 21.30

MESTRE (VE) , Auditorium del Centro Culturale Candiani (IV° piano)

Posto unico: biglietto intero Euro 7, ridotto Euro 5 (riduzioni per possessori di Candiani Card, Carta Cinemapiù, giovani under 20 e studenti under 25) . Prevendite e informazioni : Centro Culturale Candiani, P.zza Candiani, Mestre, tel. 041.2386126,
www.centroculturalecandiani.it;

Caligola, via N.Sauro 1/B, Mestre, 041.962205,

cell. 335.6428695 / 340.3829357, www.caligola.it

Questo nuovo ciclo di “Jazz Groove” si apre giovedì 2 febbraio con “Amazzonia, oceano di alberi”, emozionante serata di musica e poesia che vede l’incontro fra la poetessa brasiliana Marcia Theophilo – nata a Fortaleza nel 1941, ma da un trentennio residente a Roma – ed il pianista friulano Claudio Cojaniz, classe 1952, jazzista fra i più originali e lucidi del panorama italiano. Impegnata da sempre nella difesa della foresta amazzonica, laureata in Antropologia, testimonial del WWF Italia e della Commissione Italiana dell’Unesco a favore della biodiversità e dello sviluppo sostenibile, membro onorario dell’Accademia Mondiale della Poesia, la Theophilo – che legge le sue poesie utilizzando indifferentemente il portoghese e l’italiano – ha vinto numerosi premi letterari e nel 2011 è stata candidata al Nobel per la poesia. Ai suoi versi ed alle note di Cojaniz – che al Candiani ha registrato nel 2009 un riuscito disco per Caligola, «Howl», alla testa della NION Orchestra – fanno da contorno alcune suggestive immagini proiettate sullo schermo dell’auditorium. Non è un caso che il libro più recente di Marcia Theophilo, «Ama+zonia»,  sia stato realizzato insieme ad una celebre fotografa emiliana, Fabian, che vive fra l’Italia e il Brasile. Questa originale commistione di fotografia e poesia ha trovato spazio lo scorso anno all’interno del Padiglione Italiano della Biennale d’Arte di Venezia.

Ha scritto di Marcia Theophilo lo scrittore e critico lettarario Paolo Lagazzi. “…Il ritmo dei tamburi, i palpiti ed il mistero antico dei miti. Di tutti questi sortilegi la poesia di Marcia Theophilo é sempre più chiaramente un riflesso, la prosecuzione con altri mezzi. Come nelle cerimonie guidate dagli sciamani, i suoi versi nominano tutta una serie di specie di animali o di frutti, perché il primo compito di ogni vera magia é salvare i nomi, preservare il miracolo del mondo nello spazio del linguaggio. Trascinata dalla propria passione testimoniale come in una spirale vorticosa, dionisiaca, la voce poetante non si limita a dar fiato a cataloghi di creature o di oggetti: diventa essa stessa un oggetto plastico, vivo e vibrante, una cassa di risonanza di mille echi.

Dopo gli studi accademici Claudio Cojaniz, classe 1952, suona come solista per la Gioventù Musicale Italiana e lavora a lungo come compositore di musica contemporanea. Si avvicina al jazz all’inizio degli anni ’90, facendosi notare con l’album «Due», inciso nel 1992 con il contrabbassista Giovanni Maier. L’anno dopo il duo diventa trio con l’innesto del batterista U.T.Gandhi. A Thelonious Monk, che insieme al blues rimane ancora uno dei grandi punti di riferimento della poetica espressiva del pianista friulano, viene dedicato nel 2000 un magnifico piano-solo, «Blue Demon». Cojaniz scrive anche musiche per il cinema e sigle per la televisione. Partecipa alla stesura della biografia del musicista Piero Pezzè e scrive dei romanzi, fra cui «La questione Lagrand» (2000), «Cobra 13» (2007), «Angelo di Dolegna» (2008). Nel 2004 inizia la collaborazione con la label veneziana Caligola Records: nascono dischi di piano-solo, in duo (con Schiaffini e Bearzatti), alla testa dell’ A.P. Trio o dell’orchestra NION, ma anche uno splendido album di organo registrato con il Mascioni della Basilica dei Frari di Venezia («Shadows of colours»).

[credits: photo by Federico Zavagnin – www.fedephotojazz.it]

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